Lauretta Colonnelli, Corriere della Sera 20/10/2011, 20 ottobre 2011
SESSANT’ANNI DI VITA ITALIANA
Chi è nato nel 1950 ritrova in questa mostra lo scenario che ha fatto da sfondo alla propria vita. Chi è arrivato negli anni successivi scopre le immagini vive e vibranti degli eventi appresi sui libri di storia. Si intitola «Fotografandoci», l’ esposizione che presenta fino all’ 11 dicembre al Vittoriano (Gipsoteca, ingresso Ara Coeli) sessant’ anni di vita italiana nelle immagini dell’ Ansa, la più grande agenzia del paese, nata nel 1945 a Roma e la prima in Europa ad essere amministrata e diretta dagli stessi giornali. Le origini, raccontate nella sala all’ inizio del percorso, risalgono al lontano 1853, quando Guglielmo Stefani fonda la prima agenzia di stampa italiana con il sostegno del conte di Cavour. Nel 1924 l’ agenzia Stefani viene venduta a Manlio Morgagni, intimo di Mussolini, che nel ’ 43 si suicida, mentre il suo direttore, Ernesto Daquanno, viene fucilato a Dongo. Nelle altre sale, le immagini che «documentano il vorticoso cambiamento del mondo», come fa notare l’ attuale presidente dell’ agenzia, Giulio Anselmi, sono scandite per decenni. Ogni decennio è siglato da un’ immagine femminile. Negli anni Quaranta, sotto la faccia drammatica di Anna Magnani, sfilano le macerie dei bombardamenti e i primi segnali di speranza, con le ragazze in costume da bagno sugli argini del Tevere davanti a Castel S. Angelo, Alcide De Gasperi che parla alla radio ed Evita Peron che riparte da Roma con l’ aereo, il grande ritratto di Stalin impugnato durante una manifestazione e una giovanissima Margaret d’ Inghilterra che passeggia al Foro Traiano, le ballerine della rivista di Nino Taranto e Togliatti in ospedale dopo l’ attentato. I Cinquanta si aprono con il sorriso rassicurante di Nicoletta Orsomando e gli italiani scoprono la televisione, Nilla Pizzi al festival di Sanremo e la morte di Salvatore Giuliano, Hemingway sotto l’ ombrello con la moglie Mary a Venezia, Roberto Rossellini con Ingrid Bergman alla festa di Santa Lucia, Coppi e Bartali e i bambini che pescano le monetine a Fontana di Trevi. E chissà dove sono finiti Antonia e Rolando, i due piccoli orfani romani vestiti di stracci ma dal sorriso radioso, che furono adottati da un’ attrice americana. Gli anni ’ 60, con la testa cotonata di Mina, raccontano le Olimpiadi e il disastro del Vajont, il twist ballato nei night di via Veneto e i funerali del papa buono Giovanni XIII, Liz Taylor vestita da Cleopatra a Cinecittà e John Kennedy in trattoria a Trastevere, i Beatles e gli scontri a La Sapienza. Scorrono gli oscuri ’ 70 del terrorismo, i ruggenti ’ 80 dell’ edonismo reaganiano, i ’ 90 con la caduta del muro e delle ideologie; e il primo decennio del Duemila con gli sbarchi degli immigrati e i primi segnali della crisi.
Lauretta Colonnelli