Lauretta Colonnelli, Corriere della Sera 12/10/2011, 12 ottobre 2011
E ORA SEBASTIANO DEL PIOMBO, ASPETTANDO CARACCI
Il Museo Borghese e Palazzo Barberini, Castel Sant’ Angelo e la Galleria Corsini, Palazzo Venezia e la Galleria Spada, il Museo degli strumenti musicali, tutte le chiese e i palazzi storici e nobiliari della città, qualsiasi opera di pertinenza privata ma dichiarata di notevole interesse: è il patrimonio artistico che ricade sotto la responsabilità della Soprintendenza del polo museale romano. Se i principi Doria Pamphilj, i Colonna, i Pallavicini vogliono ripulire un quadro delle loro collezioni o un affresco dei loro palazzi, devono farlo in accordo con la Soprintendenza, che indice le gare di appalto per le ditte di restauro e invia un proprio storico dell’ arte che dirigerà i lavori e curerà la pubblicazione scientifica che li riguarda. Nei casi più controversi vengono consultati gli esperti dell’ Istituto centrale del restauro, come è avvenuto per la Galleria Chigi del Quirinale, quando si è scoperto che sotto le ridipinture ottocentesche era conservata l’ opera di Pietro da Cortona e bisognava decidere se riportarla alla luce o lasciare le decorazioni successive. Completati i restauri della Galleria Borghese e di Palazzo Barberini, riallestita la quadreria di palazzo Corsini, ripulite le tele e le tavole dei grandi maestri, da Raffaello a Caravaggio, presenti sia nei musei che nelle chiese e nelle collezioni private, la Soprintendenza è adesso impegnata in tre importanti lavori: il restauro della pala d’ altare di Sebastiano del Piombo nella cappella Chigi a Santa Maria del Popolo, il completamento dell’ affresco bizantino scoperto nella scorsa primavera nel portico della basilica di Santa Sabina all’ Aventino e la ripulitura delle pareti dell’ Oratorio di San Giovanni decollato, decorate a metà del Cinquecento dai più ragguardevoli esponenti del Manierismo toscano, da Jacopino Conte a Francesco Salviati. «Abbiamo scoperto che Jacopino lavorava negli incarnati con pochissimo colore e non per risparmiare, dato che i panneggi sono invece molto materici ma per renderli più delicati», racconta Claudia Tempesta che dirige i lavori. «A Santa Sabina invece stiamo aspettando il parere del comitato congiunto, settore beni artistici e architettonici del Ministero, per rifilare l’ arco costruito a metà del milleduecento dai domenicani, che ora nasconde la fascia alta dell’ affresco con il nome del papa che l’ avrebbe commissionato. Dovrebbe trattarsi di Agatone. Fu lui infatti ad inviare verso la fine del settimo secolo i presbiteri Teodoro e Giorgio, raffigurati accanto alla Madonna con Bambino, a Costantinopoli per definire la natura umana di Cristo». Simona Antellini, che segue i restauri della pala di Sebastiano del Piombo, anticipa novità sulla questione dei ritocchi, fino ad oggi attribuiti a Francesco Salviati che avrebbe terminato l’ opera: «Pubblicheremo i risultati delle indagini alla fine del cantiere, tra un paio di mesi». Nel frattempo sono iniziate le indagini per quello che la soprintendente Rossella Vodret annuncia come il più importante restauro del 2012: la pulitura della Galleria di Annibale Carracci a Palazzo Farnese. Un primo intervento c’ era già stato una ventina di anni fa quando ci si accorse che le sensualissime scene d’ amore a soggetto mitologico si stavano sbriciolando. Venne perciò eseguito un consolidamento delle superfici ma il lavoro di pulitura si fermò appena all’ inizio. Adesso il progetto riparte, sotto la direzione della Soprintendenza e dell’ ambasciata di Francia che ha sede nell’ edificio. Così come al Quirinale i restauri sono frutto della collaborazione con Louis Godart, consigliere del presidente della Repubblica.
Lauretta Colonnelli