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 2011  ottobre 09 Domenica calendario

ALBUM DI FAMIGLIA

Corrado, che aveva 78 anni nel 1981, raccontava: «Una volta all’ anno ci riunivamo, tutta la famiglia: i figli, i nipoti, i miei fratelli e le mie sorelle. Qualcuno veniva da lontano, anche dall’ estero. Una volta vennero anche i parenti di mia moglie, eravamo più di cinquanta. Ma questo accadeva prima della guerra, quando i legami famigliari contavano ancora, anzi erano la cosa più importante». La testimonianza appartiene a una ricerca sui rapporti tra le varie generazioni all’ interno della famiglia italiana compiuta tra il 1979 e il 1984 da Francesco Mattioli, ordinario di sociologia all’ università La Sapienza. Mattioli è anche il curatore della mostra «Foto Famiglia», promossa dal Dipartimento per le politiche della famiglia, in corso fino al 23 ottobre nella sala Giubileo del Vittoriano (via San Pietro in Carcere), che raccoglie un centinaio di immagini dal 1861 fino ai primissimi anni Sessanta del Novecento, selezionate dai vecchi album fotografici custoditi nelle case degli italiani. Immagini che raccontano i momenti più importanti e intimi della vita di ciascuna famiglia: matrimoni, nascita dei figli, scene di quotidianità casalinga, gite, feste e cerimonie. La mostra si offre a varie letture. Da una parte la storia della fotografia, che alla fine nell’ Ottocento, grazie alla produzione industriale di fotocamere portatili e di pellicola trasparente, permette non solo ai professionisti e alle classi più abbienti, ma anche alla gente comune, di immortalare istantanee della propria esistenza. Dall’ altra i messaggi impliciti che ogni scatto racchiude: dietro un volto, un gesto, una posa, un vestito, una scenografia, si affaccia un intero mondo. E scorrendo la galleria delle foto in mostra al Vittoriano, si attraversano visivamente diverse epoche della società italiana. All’ inizio compare l’ organizzazione patriarcale e contadina, dove le famiglie includono le varie generazioni - dai bisnonni, ai neonati, ai cugini - e si fanno ritrarre orgogliose davanti al grande focolare della cucina. Si passa agli albori dell’ industrializzazione, con la conquista del tempo libero e delle prime gite, che si facevano tutti insieme ed erano occasione per rinsaldare e festeggiare l’ unione della famiglia. La mostra si ferma un attimo prima della diffusione della pellicola a colori e dell’ esplosione del turismo di massa, quando inizia contemporaneamente quel processo che condurrà al «matrimonio a tempo» e alla famiglia postmoderna, «destrutturata, cangiante, dinamica, incerta nei confini». «Ciò significa che stiamo forse osservando in queste foto gli ultimi esemplari di una cerimonia in via di estinzione: le nozze d’ oro, con gli anziani coniugi al centro, circondati benevolmente da figli, nipoti e pronipoti», fa notare Mattioli. «Cinquant’ anni insieme sono forse incomprensibili per le nuove generazioni, preoccupate innanzitutto di realizzare se stesse come individui».
Lauretta Colonnelli