Lauretta Colonnelli, Corriere della Sera 25/09/2011, 25 settembre 2011
ECHAURREN. A PALAZZO VALENTINI IL PITTORE E LA COSTITUZIONE
Un Colosseo che abbraccia la torre di Pisa e la Mole Antonelliana: è l’ immagine disegnata da Pablo Echaurren per illustrare l’ articolo 9 della Costituzione italiana, quello in cui si ricorda, tra l’ altro, che la Repubblica «tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione». La tavola, tutta un tripudio di tricolore, è una delle quattordici realizzate dall’ artista romano per raffigurare altrettanti articoli della Costituzione. L’ idea è del presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, che a maggio scorso ha commissionato l’ opera a Echaurren per celebrare i 150 anni dell’ Unità d’ Italia e con «l’ obiettivo di rafforzare la conoscenza della Carta tra i più giovani». Forse seguendo la via imboccata dalla regione Emilia Romagna che già nel 2010 aveva progettato «La Costituzione illustrata», chiedendo a ventisei tra artisti e autori di fumetti, da Altan a Daniele Luttazzi, da Gipi a Tanino Liberatore, di compiere un viaggio a colori tra alcuni dei cinquantaquattro articoli del testo. Le tavole girano adesso in una mostra itinerante per varie città italiane, con il coinvolgimento delle scuole. Anche il lavoro di Echaurren è destinato alle scuole. Dopo la mostra al Quirinale, inaugurata due giorni fa dal presidente Giorgio Napolitano davanti a tremila studenti in occasione della festa d’ apertura del nuovo anno scolastico, le tavole saranno esposte da domani al 4 ottobre a Palazzo Valentini, ma nel frattempo i disegni verranno inviati nelle cento scuole di Roma e provincia che hanno partecipato al progetto. Il primo ad inaugurare l’ esposizione nei propri corridoi sarà il liceo classico Visconti, il 3 ottobre. L’ artista e Zingaretti andranno di persona in molte scuole all’ inaugurazione. «La Costituzione - dice il presidente della Provincia - finora è stata divulgata attraverso testi e libri, oppure raccontata. La sua trasformazione in un’ opera d’ arte forse lascerà indifferenti gli addetti ai lavori, ma aiuterà la comprensione di migliaia di studenti, perché resterà nelle aule per sempre come arredo agli istituti». Spiega Echaurren che l’ operazione è del tutto originale. Infatti le tavole, cinquanta centimetri per settanta ciascuna, non viaggeranno da sole, ma accompagnate da un grafico incaricato di studiare il luogo più adatto a ospitarle tra le pareti di ogni istituto e di appenderle nel modo giusto: «Non volevamo correre il rischio che poi, come tante volte succede, i lavori finissero in cantina. In questo progetto ci ho creduto molto, anche se all’ inizio, quando Zingaretti mi ha chiamato, ho provato un bel po’ angoscia, perché il disegno fa una certa fatica a raccontare le cose istituzionali». Dice di aver creato le varie immagini con la speranza di stimolare nei ragazzi «quello che adesso manca del tutto nella nostra cultura». Ovvero? «Un rapporto di fiducia, un affetto, un coinvolgimento con quelli che sono i simboli della nostra nazione, come la Carta costituzionale, la bandiera, l’ inno nazionale. Visto che alcuni li svillaneggiano, dobbiamo proteggerli, difenderli, considerarli roba nostra anziché cose che non ci riguardano. Negli altri paesi non è così. Non lo è mai stato neppure nei momenti di più forte contestazione. Quando Jimi Hendrix suonava l’ inno americano con la sua chitarra distorta, voleva renderlo più moderno, non dissacrarlo. Quando Nicolas Cage interpreta un film come "Il mistero dei Templari", dove si racconta di un codice nascosto nella carta originale della costituzione degli Stati Uniti, fa palpitare il cuore degli americani». Le tavole di Echaurren, che esordì giovanissimo negli anni Settanta disegnando la copertina di «Porci con le ali», romanzo cult che raccontava le avventure politico-sessuali di due studenti dell’ epoca, reinterpretano gli articoli che riguardano la democrazia, i diritti inviolabili, la cittadinanza, il lavoro, il federalismo, la scuola, la parità delle donne, la cultura, la pace, la libertà religiosa e quella politica, la libertà di parola e di ricerca. «Quando ho scritto su Facebook che ero impegnato in questo lavoro, ho avuto come reazione anche un piccolo coro di contrari, che mi hanno accusato di opportunismo. Li ho invitati a riflettere che se siamo liberi di scrivere su Facebook, di disegnare, di esprimere le nostre opinioni, lo dobbiamo anche alla presenza di una Costituzione creata da persone intelligenti che ci hanno tutelato dal rischio di venire censurati o impediti nel nostro lavoro». Il disegno più bello? «Per me è quello che rappresenta le Regioni, significativo in questo momento in cui si tende a sbriciolare l’ Italia».
Lauretta Colonnelli