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 2011  ottobre 22 Sabato calendario

OTTIMO CAMURRI (NON IL PROGRAMMA) - G

iuro, non ho mai visto un conduttore tv, nel pieno di una rissa verbale tra due ospiti, correggere uno dei due a proposito di una raffinata citazione letteraria. È successo a «Mi manda Raitre»: il critico Achille Bonito Oliva cercava di demolire le pratiche promozionali di un sedicente critico, tal Andrea Dipré, un teleimbonitore che su alcune tv locali e satellitari «vende» spazi a pittori della domenica. Bonito Oliva inizia serioso: «come dice Baudelaire, l’arte è la domenica della vita». Ma subito Edoardo Camurri lo corregge: «Hegel non Baudelaire». Geniale! «Mi manda Raitre» è sempre stata una trasmissione che ha vissuto sull’indignazione, prima che la parola diventasse di moda; ragion per cui i suoi conduttori, da Lubrano a Marrazzo a Vianello, hanno sempre provato a ergersi a Robin Hood dei truffati, con tratti demagogici e ossessivi non indifferenti (Raitre, giovedì, ore 21.10). Camurri è di un’altra pasta: colto, brillante, raffinato, restio al facile populismo. Poteva essere una svolta decisiva per il programma, un’occasione per approfondire di più i problemi senza lasciarsi trascinare nel gorgo dell’emotività. E invece gli hanno affiancato tipi come l’inviato Davide Scalenghe (non è che «Current tv Italia» abbia ottenuto grandi successi in campo informativo...) o l’opinionista Achille Saletti, uno che sguaina continuamente la parola «etica» come fosse una spada con cui infilzare i malcapitati. Così, il programma fatica a trovare un’identità precisa, sia che parli delle cartelle di Equitalia, l’agente di riscossione delle tasse (bastava analizzare dal punto di vista linguistico queste cartelle per accorgersi che c’è bisogno di una revisione strutturale sui meccanismi stessi di riscossione) o che metta sotto accusa un teleimbonitore come Dipré o che racconti la storia drammatica di una mamma che ha perso il suo bambino.
Se hai un campione devi costruire la squadra a sua misura, altrimenti perdi.
Aldo Grasso