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 2011  ottobre 22 Sabato calendario

TERRE DI STATO, UN TESORO DA 6 MILIARDI - CERNOBBIO - C´è

un grande latifondista, in Italia: lo Stato. Secondo i dati del censimento dell´agricoltura svolto l´anno scorso, risulta proprietario di 338.127,51 ettari di terreno coltivabile, in termini tecnici Sau, superficie agricola utilizzata. La Coldiretti, fatta questa scoperta, ha subito presentato una proposta: vendete questa terra ai contadini, servirà anche a permettere l´accesso alle campagne a nuovi agricoltori, soprattutto giovani. E lo Stato, in cambio, incasserebbe una bella cifra: 6 miliardi e 221 milioni di euro. Proposta che, con i chiari di luna della finanza pubblica, è stata subito accettata - almeno a parole - dal discusso ministro all´Agricoltura Saverio Romano. «La accolgo immediatamente e domani la porto già confezionata a Berlusconi».
C´è di tutto, in questa immensa distesa di terreni. Si va dai tratturi erbosi dell´Abruzzo alle aziende agricole della Nurra, a Sassari, con 1200 ettari oggi improduttivi. Si passa dalle proprietà del convitto Mario Pagano di Campobasso - 200 ettari oggi affittati - e si arriva alla famosa tenuta di San Rossore a Pisa, proprietà della Presidenza della Repubblica (4.800 ettari). «La disponibilità di quasi 400.000 ettari - dice il presidente della Coldiretti, Sergio Marini, al forum internazionale dell´agricoltura e dell´alimentazione - permetterebbe di abbassare i costi del terreno, principale ostacolo all´ingresso dei giovani in agricoltura. L´Italia ha un bisogno drammatico di terra per uso agricolo perché negli ultimi quarant´anni sono andati persi quasi 5 milioni di ettari di superficie coltivata, pari a due volte la Regione Lombardia». La cifra di 6,2 miliardi viene ottenuta stimando una media di 18.400 euro per ettaro. Ma le differenze sono altissime: con 1.000 euro si può comprare un ettaro di pascolo nella provincia di Catanzaro ma se si vuole diventare padroni di un ettaro di vigneto in Toscana o meleto in Alto Adige, bisogna sborsare da 500.000 a 1milione di euro. Al Nord la terra costa il doppio rispetto al Sud, in pianura il triplo rispetto alla montagna. La campagna italiana costa comunque più cara di quella francese e tedesca ed è più a buon mercato solo rispetto alla Danimarca e all´Olanda.
Altro terreno un tempo produttore di grano o uva viene sottratto dai grandi impianti fotovoltaici. Si calcola che gli impianti a terra coprano una superficie di 33,2 milioni di metri quadrati, con una potenza installata di 1.465,5 Megawatt, pari al 42% del fotovoltaico totale. In testa la Puglia, con quasi la metà degli impianti (14,8 milioni), seguita dal Lazio (3,8 milioni) e dall´Emilia Romagna (3,4 milioni). In altri 70 mila ettari si continua a coltivare sorgo e mais, ma questi alimenti non finiscono nelle stalle ma vengono usati per gli impianti di biogas.
La crisi economica sta provocando un mezzo terremoto nei consumi alimentari. Secondo un´indagine della Swg, in quest´ultimo anno, la spesa nei discount è aumentata del 25%, mentre è crollata del 38% nei negozi tradizionali al dettaglio. Per garantire ai consumatori prodotti buoni a un prezzo giusto la Coldiretti annuncerà oggi un patto con la Coop. Il presidente di Coop Italia, Vincenzo Tassinari, preciserà i termini di questa alleanza: in un Paese dove il 50% della popolazione detiene solo il 10% della ricchezza, si deve garantire anche a chi ha meno mezzi un´alimentazione sicura, che può nascere solo da un vero e proprio contratto fra chi produce i beni della terra e chi li mette sui banchi dei supermercati. «Questo è possibile - ha annunciato il presidente della Coldiretti - costruendo progetti imprenditoriali con protagonisti alla pari. In questo patto noi mettiamo la faccia, e garantiamo la qualità dei prodotti che, con una filiera corta, entrano nella grande distribuzione».
La tavola, almeno per ora, resiste alla crisi. Sempre secondo l´indagine Coldiretti - Swg, gli italiani hanno ridotto del 51% le spese per l´abbigliamento, del 50% i viaggi e le vacanze, del 34% i beni tecnologici, ma solo del 16% le spese alimentari. Si sono impegnati anche contro gli sprechi di cibo, riducendoli del 57%. Hanno almeno il diritto di trovare cibi garantiti.