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 2011  ottobre 21 Venerdì calendario

Sconti fiscali, per l’erario il salasso è di 114 miliardi di euro ogni anno - Gli sconti fiscali, tra detrazioni, deduzioni e agevolazioni varie, destinati a sostenere la spesa sociale (dalla famiglia alla casa, e dalla sanità al lavoro), valgono oltre 114 miliardi di euro l’anno

Sconti fiscali, per l’erario il salasso è di 114 miliardi di euro ogni anno - Gli sconti fiscali, tra detrazioni, deduzioni e agevolazioni varie, destinati a sostenere la spesa sociale (dalla famiglia alla casa, e dalla sanità al lavoro), valgono oltre 114 miliardi di euro l’anno. È questa la perdita di gettito complessiva per l’erario, alla quale si aggiungono quasi 30 miliardi di euro per l’Iva ridotta al 4 e al 10%. Questi e altri numeri sono stati presentati al tavolo sulla riforma fiscale dedicato alle «Sovrapposizioni tra Stato fiscale e Stato sociale», che ha concluso i suoi lavori; ieri il coordinatore Mauro Marè li ha illustrati alla commissione Finanze della Camera. Sono numeri che parlano da soli e che già possono fornire prime indicazioni in vista della riforma fiscale. Alla spesa sociale vera e propria, assegni e pensioni, si aggiunge infatti una spesa che viene devoluta indirettamente con minori tasse. Si chiamano tecnicamente «tax expenditures» e in Italia pesano sul prodotto interno lordo molto di più che negli altri Paesi. Secondo i dati dell’Ocse, con circa l’8% rispetto al prodotto interno lordo, l’Italia è al secondo posto per le «spese» fiscali, superata soltanto dall’Australia. «È necessaria molta cautela quando si effettuano i confronti internazionali precisa Marè - perché spesso i dati nazionali non sono del tutto confrontabili. Tuttavia il confronto, ribadendo la cautela, fa emergere che il numero, l’estensione e la dimensione in termini di Pil delle tax expenditures in Italia è nettamente superiore a quello dei principali Paesi esteri». Anche analizzando le varie categorie di sconti e agevolazioni fiscali rivolte al sistema sociale si può evidenziare in quali direzione vada oggi la spesa pubblica. Su un totale di sconti sociali pari a 114,569 miliardi di euro, al momento la fetta più grande, quasi la metà, riguarda le detrazioni sul lavoro (54,198 miliardi). Alla famiglia è destinata una quota che non arriva neanche al 12% del totale: 13,600 miliardi. Cenerentola delle detrazioni è poi il settore dell’istruzione: 344 milioni di euro. C’è infine il capitolo Iva. L’aumento deciso con la manovra di agosto, dal 20 al 21%, riguarda solo l’aliquota ordinaria. Restano invece invariate le aliquote Iva agevolate, al 4 e 10%, che sulle voci legate ai consumi delle famiglie costano, in termini di perdita di gettito, quasi 30 miliardi di euro rispetto a quanto arriverebbe se tutto fosse tassato al 21%. Per la precisione 29,203 miliardi, dei quali 10,954 per l’aliquota al 4% e 18,249 per l’aliquota al 10%.