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 2011  ottobre 21 Venerdì calendario

P4 L’UOMO CHE SUSSURRAI A BOCCHINO

La lunga estate calda di Italo Bocchino ha una lunga preparazione. Prima di incendiare il quadro politico e quello familiare, la fiamma dell’ex attivista del Fuan, si scalda al riparo di Luigi Bisignani. Lo scambio tra i due è continuo. Conversazioni, messaggini, richieste perentorie “Sui parchi mi raccomando, in commissione ora” esaudite in un amen: “Tranquillo”. Di telefonata in telefonata, il rapporto si alimenta di suggestioni e reciproche rassicurazioni. Persino normale che ogni apparizione pubblica del deputato di Fli richieda l’approvazione, non solo estetica, dell’amico Gigi. I toni usati nel vivace e mattiniero scambio del 10 novembre ondeggiano tra l’eterna maschera italiana e il teatrino parlamentare. A Montecitorio Il governo è andato sotto tre volte sui rapporti tra Roma e Tripoli. I voti del neo partito di Fini sono stati fondamentali. Sacconi avverte “Il governo non cadrà sulla Libia”, La Russa plaude ironico all’arrivo dei barconi sulle coste italiane e Bocchino reagisce. “È demagogia far passare un voto per i diritti umani come un voto contro i respingimenti”. Preferisce tingere il suo intervento e i commenti successivi a uso della stampa di altissimi connotati. “Procediamo con i respingimenti (…) ma non dimentichiamo di essere la cultura del diritto e dei diritti, abbiamo il dovere di garantirli”. Politica, come si vedrà. Nient’altro che politica. Bisignani: “Pronti, Italo” Bocchino: “Amico mio” Bisignani: “Come va?” Bocchino: “Bene, bene” Bisignani: “Ieri l’argomento scelto non era dei migliori, eh...?” Bocchino: “Bè, sai, i diritti umani non era nemmeno dei peggiori, no?” Bisignani: “No, non, ma buttato lì sulla Libia eh…(…) no, non, lo dico perché” Bocchino: “Eh… però sai i diritti umani so i diritti umani” Bisignani: “Si, sì, può significà tutto e niente, insomma” Bocchino: “Eh” Archiviato l’idealismo, i due emigrano verso lidi più seri. Bisignani: “Senti volevo sapè come è andata la riunione (…)” Bocchino: “Ma guarda lui…, sui parchi ha detto di sì. Sul grosso non ci pensa proprio. Ha detto ce li ha, se vuole li spenda, ce li ha….” Bisignani: “Eh, eh, pensa un po’ ma” Bocchino: “Capito?” Bisignani: “Eh , eh, d’accordo” Bocchino: “Se lei (Inc) un emendamento… noi lo sistemiamo” Bisignani: “D’accordo va bene” Bocchino: “Ok ciao, ciao”
Pecoraro, Bisi
e il Copasir
L’8 OTTOBRE 2010, il prefetto di Roma Giuseppe Pecoraro e Luigi Bisignani sono a colloquio. Il primo vuole avvertirlo urgentemente. Si discute di Copasir, presieduto da Massimo D’Alema. Conversazione lampo,chenonsenzaabilità,Bisignani,rapido, deviasualtriargomentiepoitroncaintutta fretta. Bisignani: “Comandi come stai?” Pecoraro: “Bene tu?” Bisignani: “Tutto bene, tutto bene… dimmi” Pecoraro:“IohosaputocheilCopasirvorrebbe parlare di quella cosa che...” Bisignani: “Ah… bene” Pecoraro: “niente… il nostro amico…” Bisignani: “Ah, ah…” Pecoraro: “Non l’amico mio” Bisignani: “Ho capito” Pecoraro:“Eccoperchécistaquelcasotto al Copasir (…) cioè praticamente…” Bisignani: “Sì, sì, ho capito” Pecoraro: “Il presidente… (sembra dire)… del Consiglio Bisignani: “Sì, sì, ho capito perfettamente. Sentil’unicacosabelladistamattinaècheho casualmenteincontratoEmilio(….)contento, felice come una pasqua, e abbiamo detto che ci dobbiamo vedere insieme (…)”
L’amico
giudice
BRIATORE CHIAMA BISIGNANI il 20 novembre 2011 alle 12,34. Giorgio, il padre dell’avvocato di Gigi e di Briatore stesso, è stato appena nominato giudice della CorteCostituzionale.Bisignaniimprovvisa una lezione di diritto all’ amico. Gli spiega le prerogative della Corte, confonde il Lodo Alfano, respinto dalla Consulta mesi prima, con il legittimo impedimento che sarà esaminato con esito in gran parte sfavorevolesoloaGennaiodel2011.L’altrorisponde raccontando di aver parlato con Luca Cordero di Montezemolo di politica e sondaggi.
Briatore: “Senti, adesso che il padre di Fabio (l’avvocato Lattanzi, ndr) è stato nominato presidente della…»?
Bisignani: “Sì, giudice costituzionale, e beh é una grande cosa eh”?
Briatore: “Cosa è che… spiegami un po’ tu che sai cosa vuol dire”
Bisignani:“Luièunodeigiudicicostituzionali quelli che… sono... sono pochi, alcuni sono eletti dalla Cassazione, altri dal PresidentedellaRepubblica,altridallaCamerae sono quelli che decidono se alcune leggi rispettano la Costituzione oppure no, perché ogni legge deve essere costituzionale. È uno di quelli che deciderà sul ’lodo Alfa-no’, lui passa per uno di sinistra però, insomma!”
Briatore: “Però, per... è importante per farlo no”
Bisignani: “Lui sì importantissimo, è poi è una carica che dura nove anni e poi lui è molto giovane e autorevole, rischia di diventare Presidente della Corte costituzionale che è una delle cose più importanti chec’è,ono,grandissimacosa,glidevifare i complimenti”
Briatore: “Tu sai hanno sequestrato una barca…blue eyes (….) quella dei tabacchi”
Bisignani: “Sì”
Briatore: “(…) Stesso come me l’hanno sequestrata subito e non li hanno neanche incrimaninati per l’Iva”.
Bisignani: “Ma roba da pazzi”
Briatore: “Cioè due pesi e due misure (….) stamattina ho detto a Fabio facciamo lausciresulgiornalestarobaquiperchésiamo a mare”
Bisignani: “E certo, che vergogna”
Briatore: “Cioè due procure (…) due opinioni diverse questo aiuta anche noi nella richiestadidissequestro(…)peròglialrise la fittavano tra loro hanno chiesto all’agenzia delle entrate (…) si sai che a me la polivalenza mi hanno rotto i maroni (…) comunqueèunoscandalo,guardaèunoscandalo”
Giorgia
e il cinema
GIORGIA FARINA, 25 anni, regista laureata a Londra e specializzatasi poi alla Columbia University approda a Venezia nel 2010, sezione “Controcampo italiano” con “Achille”. Il suo cortometraggio dura diciassette minuti ed è interpretato da Lando Buzzanca, figurina sudista e homo eroticus di tanto cinema anni ’70, qui nelruolodiunanzianotuffatore.Giorgia è giovane e apprezzata. Ha vinto già più di un premio, ma come è ovvio, la salita è lunga. Vittorio, parente più che prossimo, stampatore in affari con Bisignani, si preoccupa dell’esito della proiezione la  gunare.Organizzaarticolidigiornale  ,ne discute con Gigi, loda Buzzanca che rivela a Bisignani, “ha detto che non si è fatto pagare” e lo ha anche dichiarato sul Messaggero del 25 agosto: “Il corto era bello, l’ho chiamata e le ho detto: Giorgia, lo faccio anche gratis. Mi piace troppo lavorare con i giovani”. La campagna stampa va alimentata. Per condurla si propone Dèsirèe Colapietro Petrini, giornalista, collaboratrice di alcuni siti di cinema e all’epoca neo compagna del presidentediBnlLuigiAbete.Farinascrive a Bisignani: “Luigi, si offre di fare addetto stampa Denise (Dèsirèe ndr) Colapietro Petrini, la donna di Luigi Abete. Che ne pensi?”. Bisignani sconsiglia. Nei giorni successivi Farina chiede a Bisignani se si riesce a far uscire qualcosa su Libero e Bisi gli risponde che per adesso, è il momento di concentrarsi sul Corriere chel’8settembre,recensiràregolarmente e benevolmente l’opera. Missione compiuta, con sms di reciproca soddisfazione “Pezzo sul Corriere bello. Repubblica foto e tre righe”. Il duo è curiosamente interessato all’arte. E, come sempre, informato. Bisignani fa sapere a Farina che Giuseppe Tornatore non riesce a portare a novanta minuti il suo film veneziano (il ritratto del leggendario produttore Goffredo Lombardo della Titanus, presentato effettivamente fuori concorso e tra gli applausi in versione ridotta di poco meno di un’ora) che è scontento e che c’è un po’ di polemica. Gran finale Il 19 settembre, i due riparlano. Sono giulivi. Giorgia Farina ha ricevutoicomplimentidiGiampaoloeCarlo (Letta e Rossella di Medusa?)
Ministre
contro
Come visto in precedenza , il vorticoso frullare di ministre del governo Berlusconi intornoaLuigiBisignaniricordalacorsataurina di Pamplona. In pubblico, fingono di amarsi. In privato, a colloquio con Gigi, si incornano volentieri tra loro. Lo dimostra il colloquio del 4 ottobre 2010 alle 19,37 tra Mariastella Gelmini e Bisignani. (…) Bisignani: “Senti, allora io mi sono messo d’accordo con quello lì per mercoledì” Gelmini: “Ok” Bisignani: “Gli ho detto che tu vieni dalle noveemezzaalledieciemezzaepoitene... senti, a Stefania le diciamo niente o no?” Gelmini: “Rispetto a cosa? No, magari falla venire” Bisignani: “Io provo a dirglielo, poi se a lei… in modo che così non si sente trascurata” Gelmini: “Falla venire, ok, falla venire” Bisignani: “Provo a dirglielo, poi se lei non viene, meglio” Gelmini: “Ok, ok” (…) L’8 dicembre 2010, Gianluca Comin, ex giornalista del Gazzettino, affilata punta di lancia delle relazioni esterne dell’Enel e Luigi Bisignani conversano. Tema del contendere le rivelazioni Wikileaks sui rapporti tra Eni, Berlusconi e Gazprom. Stanno arrivando sui giornali “Valangate di roba” e Comin è preoccupato. (…) Comin: “(…) Anche Repubblica è partita” Bisignani: “Sì va bene, partita, con una roba che non ha senso obiettivamente eh” Comin: “(…) Però quando tu metti tre inviati di quel calibro (…) il non senso diventa senso politico(…)” Bisignani: “(…) devono ancora uscire, non si sa quanti, duecento, trecento, quattrocento file… (…) l’idea mia è innanzitutto aspettare il quattordici perché questa è una roba chiaramente contro Berlusconi (…)cheperaltroScaroniePolihannobloccato” (…) (…) Comin: “Però sai il mio timore è che tutto questo si trasforma in un… un’inchiesta della magistratura perché comunque apriranno un’inchiesta” (…)
Mauro
e le fighe
IL TRE MAGGIO 2010 , l’ex Dg della Rai MauroMasieLuigiBisignaniconversanorilassati. Il linguaggio è lascivo. (…) Masi: “Mercoledì sera vado a Porta a Porta a parlare dei 150 anni” Bisignani: “Vai e con chi?” Masi: “Con Bondi (…) è una cosa tutta istituzionale” (…) (…) Bisignani: “Niente fighe però, non invitare qualche figa” Masi: “Eh, meglio di no” Bisignani: “Eh, per carità, ti prego eh” Masi: “Io mi portavo Miriam (…) scherzo, scemo” Bisignani:“No,portatiSophiaLoren...seti devi portare una” Masi: “C’era Miriam a Milano (…) ma non me ne ero accorto (…)” Bisignani:“(…)vaffanculoMauro,dai,che ti conosco come le tue tasche (…)”.
(6 - Continua)