Ghislain Loustalot, Chi, n. 45, 26/10/2011, pp. 58-66, 26 ottobre 2011
Nell’atelier di Christian Dior al 30 di avenue Montaigne lavorano una “première”, le sue due seconde, una ventina di sarte e cinque apprendiste
Nell’atelier di Christian Dior al 30 di avenue Montaigne lavorano una “première”, le sue due seconde, una ventina di sarte e cinque apprendiste. Ogni cliente (circa duecento al mondo) ha un manichino con le sue misure, modificabile in funzione di cambiamenti fisici. Le prove si succedono, in media due o tre per modello. E ogni volta si smonta tutto, si rimette tutto in piano e si rimonta fin quando è perfetto. «Quando proviamo un abito da sposa a una principessa è tradizione che scendano tutte le sarte. Se potesse vedere la fierezza e la felicità che si legge loro in viso non servirebbero commenti» (Catherine Rivière, capo della haute couture di Dior).