ENRICO FRANCESCHINI , la Repubblica 20/10/2011, 20 ottobre 2011
SORPRESA, IL CERVELLO MIGLIORA DOPO I 55 ANNI
Buone notizie per chi ha 55 anni o più: chi va piano, va sano e va lontano. O meglio, poiché i 55enni odierni sono tutt´altro che lenti, non necessariamente chi corre più veloce vince la gara. Affermazioni del genere possono far venire in mente la celebre favola di Esopo sulla tartaruga e la lepre.
Ma adesso trovano una conferma scientifica: il cervello degli "over 55" funziona in modo più efficiente di quello dei giovani. Non è in discussione l´intelligenza, bensì l´uso che facciamo della nostra materia grigia: e il verdetto sembra riflettere il luogo comune secondo cui, invecchiando, si acquista maggiore esperienza e si diventa più saggi.
A sostenerlo è una ricerca dell´Institute of Geriatrics dell´università di Montreal, in Canada. Gli studiosi hanno messo a confronto attraverso una serie di test due gruppi di volontari, uno composto da persone tra i 55 e i 75 anni, l´altro da uomini e donne molto più giovani. Analizzando le reazioni cerebrali con uno scanner, gli scienziati canadesi hanno scoperto che l´attività del cervello reagisce in modo radicalmente differente a seconda dell´età: davanti ad un errore, i più giovani attivano immediatamente certe parti del cervello per decidere come aggiustare la loro strategia e cosa fare alla mossa successiva; mentre i più vecchi prendono tempo, attivando quelle parti del cervello solo dopo averci ragionato sopra un po´. In altre parole, senza spaventarsi per uno sbaglio, conservando energia e valutando bene tutti i fattori, prima di procedere.
Benché entrambi i gruppi abbiano concluso l´esperimento praticamente con lo stesso risultato, ovvero con lo stesso numero di errori, e nonostante il gruppo più anziano abbia impiegato più tempo a completarlo, gli autori della ricerca ritengono che ciò dimostri un migliore utilizzo delle risorse intellettuali di cui disponiamo. I più giovani possono dare l´impressione di essere più svegli, perché rispondono a una domanda o a un problema più rapidamente (la lepre di Esopo). Ma questo può essere un segno di inesperienza più che di saggezza, e la reazione dei più anziani indica maggiore maturità e riflessione (la tartaruga). La vittoria, insomma, dell´esperienza sulla giovinezza.
«Il cervello più vecchio sa che non si ottiene niente agendo d´impulso», osserva il professor Oury Monchi, che ha guidato la ricerca. «E ora abbiamo una prova neurobiologica che l´esperienza cresce con il passare degli anni, che più il cervello invecchia, più impara a meglio amministrare le sue risorse. Essere capaci di correre più in fretta non sempre aiuta a vincere la corsa, per vincere devi soprattutto sapere come usare al meglio le tue capacità. La favola della tartaruga e della lepre - conclude lo studioso - evoca le caratteristiche positive dell´invecchiamento, ricordandoci che un cervello più vecchio ha maggiore fiducia in se stesso ed è meno spaventato dalle critiche». Prima che i 55enni festeggino, tuttavia, conviene ricordare che Esopo scrisse anche la favola della volpe e dell´uva: quando non riesci a prendere qualcosa - l´eterna giovinezza, per esempio - fingi che non sia poi così importante.