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 2011  ottobre 20 Giovedì calendario

AL SERVIZIO DEL FACCENDIERE

Il ministro Frattini accusa Repubblica di aver pubblicato una notizia falsa. Eppure la foto che lo ritrae all´interno del ministero degli Esteri insieme a Valter Lavitola e al vice Primo ministro albanese Ilir Meta è piuttosto nitida. L´episodio è difficilmente smentibile. Semmai il rappresentante della politica estera del nostro Paese, più che attaccare un giornale che si limita a pubblicare una notizia, dovrebbe forse spiegare all´opinione pubblica i suoi rapporti con il signor Lavitola.
Se anche il colloquio a tre non è stato inserito nel protocollo ufficiale del vertice - e ci mancherebbe altro - lo stesso ministro conferma che si è svolto in un locale della Farnesina. L´onorevole Frattini dovrebbe allora chiarire i motivi per cui il direttore dell´Avanti possa trattare affari con un leader straniero in presenza del ministro degli Esteri. Non tutti - compresi imprenditori e giornalisti - hanno la possibilità di vagare liberamente per le stanze dei ministeri. Perché allora il signor Lavitola aveva questa autorizzazione? Che il colloquio con il vicepremier di Tirana non avesse una natura meramente professionale doveva essere chiaro anche al ministro, visti i ripetuti contatti tra la sua segretaria e il signor Lavitola. E a questo proposito come mai un faccendiere poteva contare su una consuetudine così robusta con parti dello staff del ministro? Ma soprattutto - considerato che il capo della diplomazia italiana ha assistito al colloquio - quale era l´affare così importante che il signor Lavitola doveva trattare con il numero due del governo albanese? Sono quesiti ai quali - al di là della liceità dei comportamenti che la magistratura non mette in dubbio per quanto riguarda il ministro Frattini - un membro dell´esecutivo e un parlamentare legittimamente eletto deve poter dare una risposta. Per allontanare tutti i dubbi che l´opinione pubblica può coltivare. A cominciare da quello sull´opportunità che un ministro della Repubblica si faccia privatamente carico di affari di certo non strategici per l´interesse nazionale.