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 2011  ottobre 20 Giovedì calendario

IL GIUDICE: CHIUDERE I MINISTERI DEL NORD - ROMA

«No ai ministeri a Monza»». Stop del tribunale di Roma alle sedi del governo al Nord. La presidenza del Consiglio è stata condannata a pagare duemila euro e «alla cessazione immediata del comportamento antisindacale e dei suoi effetti» per non aver informato i rappresentanti dei dipendenti di palazzo Chigi dell´apertura degli uffici pretesi dalla Lega. Il giudice del lavoro, Anna Baroncini, ha parzialmente accolto il ricorso presentato dai sindacati contro i decreti che hanno istituito le sedi decentrate. «Il tribunale non li può chiudere - reagisce il ministro Roberto Calderoli - Gli uffici dei ministeri a Monza restano aperti e operativi. Valuteremo se vi sono degli aspetti da affrontare e li affronteremo». E Bossi: «La sentenza non ci riguarda. Il problema sono i lavoratori? Non abbiamo spostato nessuno». La Lega non ci sta, ma avverte lo schiaffo. C´è chi parla di «sentenza politica», di dispositivo ad orologeria.
«Fine della farsa», commenta l´opposizione. «Assurda l´ostinazione di Calderoli - dice Anna Finocchiaro, presidente dei senatori Pd - L´ennesimo regalo alla Lega si è rivelato per quello che è: una patacca». L´Idv recita il de profundis della «trovata propagandistica» del Carroccio e annuncia un´interrogazione parlamentare «sui costi dello spot». «Chi rifonderà gli italiani per lo spreco di danari pubblici?»
Il giudice del lavoro non ha annullato i decreti istitutivi delle sedi a Monza dei dicasteri Economia, Riforme e Semplificazione normativa, come chiesto in giudizio dai sindacati (Naprecom e Sipre). Nella sentenza di sette pagine, afferma che sul punto la competenza è del tribunale amministrativo. Ma, ordinando al governo «l´immediata cessazione degli effetti del comportamento antisindacale», Anna Baroncelli ha stabilito che i "ministeri del Nord" non possono essere operativi sino a quando non sarà definito il trattamento dei dipendenti.
«Abbiamo saputo dell´apertura degli uffici dai giornali e dai Tg - dice Alfredo Macrì, segretario del Sipre - E in giudizio l´avvocato dello Stato ha sostenuto che il governo non ci ha informati perché non si trattava di una decisione sull´organizzazione del lavoro e del personale, che avrebbe imposto il confronto con i sindacati, ma di tipo squisitamente politico». Il fatto viene registrato e sottolineato dal giudice nella sentenza: «L´Avvocatura dello Stato eccepiva qualificando i decreti ministeriali come atti di indirizzo politico-amministrativo».
C´è disagio in maggioranza. Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, critica: «Sentenza creativa e opinabile». Ma il sindaco di Roma, Alemanno, dichiara: «Il tribunale dà un segnale molto preciso. Noi avevamo detto con chiarezza, quando è stata lanciata questa follia, che non c´era fondamento politico e giuridico». Il leghista Borghezio insulta Alemanno e parla di «sentenza di m...». I giovani padani dichiarano «chiudiamo il tribunale di Roma», ma nel loro forum non ufficiale se la prendono con Bossi e Calderoli. «Pagliacci», li chiama "CommaderCommy88". Le sedi di Monza sono state inaugurate in pompa magna dal Carroccio il 23 luglio scorso. Dopo l´ammonimento del Quirinale, un tribunale "cancella" il sogno leghista.