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 2011  ottobre 20 Giovedì calendario

SERVONO MUNIZIONI STRAORDINARIE IN GRADO DI SALVARE ITALIA E SPAGNA - BRUXELLES

Sono quattro i nodi cruciali che il mini-summit d«emergenza con Francia, Germania e le istituzioni comunitarie ha discusso ieri a Francoforte nella speranza di trovare un«intesa in vista del vertice europeo di domenica. Alcuni di essi sono ancora molto controversi e tutti sono strettamente interconnessi.
Ricapitalizzazione delle banche. Su questo punto sembra emergere un generale consenso attorno alla proposta di Barroso di ricapitalizzare tutti gli istituti di credito il cui ƣore-tier 1Ƭ cio il rapporto tra capitalizzazione sana ed esposizione creditoria,  inferiore al 9%. Le nuove regole di Basilea richiederebbero una capitalizzazione molto pi bassa, ma il rafforzamento delle banche si rende necessario perchŽ possano sopportare le perdite derivate da un taglio del debito greco. L«operazione si dovrebbe fare con la partecipazione finanziaria dei governi nazionali, ma questo potrebbe compromettere il bilancio francese, che potrebbe vedersi privato della tripla A.
Debito greco. Se Atene oggi approverˆ le misure chieste dalla troika, si va verso la concessione del secondo prestito deciso a luglio e associato ad un taglio del valore dei bond greci che dovrebbe rendere sostenibile il debito. La riduzione finora prevista era del 21 per cento. Ma probabilmente dovrˆ essere molto superiore: si parla di un ƨaircutƠdel 50% che finirebbe per gravare pesantemente sui bilanci delle banche. Da qui la necessitˆ di una loro forte ricapitalizzazione.
Rafforzamento dell«EFSF. E« il punto pi controverso. Sui 440 miliardi di capacitˆ di cui  dotato, il fondo salva stati ne ha giˆ utilizzati circa 150 per venire in aiuto di Irlanda e Portogallo. I 300 che restano non sono in grado di reggere un intervento in favore di Italia e Spagna, che sono gli altri Paesi pi a rischio. Tutti sono d«accordo che deve essere rafforzata la sua capacitˆ di intervento. La richiesta del resto  venuta in termini perentori anche dal governo americano. Il problema  decidere come rafforzare il "leverage", cio la leva finanziaria a disposizione del fondo, per dargli una ưotenza di fuocoƠcompresa tra i mille e i duemila miliardi. Secondo la Francia, la soluzione migliore sarebbe quella di trasformare il fondo in una vera banca, in grado di finanziarsi presso la Bce e di prestare i soldi cos“ raccolti agli Stati in difficoltˆ e alle banche che non possano essere ricapitalizzate dai propri governi (per esempio quelle greche). Ma l«ipotesi trova nettamente contrari sia la Bce sia una parte della maggioranza di governo in Germania.
Altra soluzione sarebbe quella che il fondo faccia da ơssicuratoreƬ garantendo con i propri capitali una quota del 20/30% delle emissioni di bond da parte dei Paesi sotto attacco. Anche questa strada per˜ rischia di creare problemi, perchŽ il debito dei governi finirebbe per dividersi tra nuove emissioni garantite e vecchie emissioni a rischio. La questione resta aperta.
Riforma dei Trattati. La Germania la chiede come condizione per impegnarsi maggiormente in difesa dei Paesi sotto attacco. Vuole che le istituzioni europee si dotino di un vero direttorio economico a garanzia che i governi meno virtuosi non possano permettersi di sballare i conti. Ma l«idea di riaprire i Trattati, dopo la disastrosa esperienza della costituzione europea,  una prospettiva che terrorizza molti governi, a cominciare da quello francese.