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 2011  ottobre 19 Mercoledì calendario

CINQUE ANNI IN ISOLAMENTO E FINO ALL´ULTIMO HO TEMUTO ADESSO RICOMINCIO A VIVERE"

Pubblichiamo l´intervista rilasciata da Gilad Shalit alla televisione egiziana Nile tv subito dopo la sua consegna ai negoziatori. Un colloquio concesso all´emittente del Cairo nonostante l´opposizione israeliana
Gilad, sembra che tu stia bene. Come ti senti?
«Sono molto emozionato, non mi sento molto bene... Uscire fuori, incontrare così tante persone. Insomma, non ho visto gente per molto tempo. Sono molto emozionato. Adesso comunque comincio a stare meglio».
Sei libero...
«Sì, è difficile crederlo dopo cinque anni».
Come hai passato la prigionia? Come si sono comportati con te? Eri in isolamento?
«Sì, ero in isolamento, ma vedevo alcune persone. Vivevo con alcune persone. Negli ultimi tempi mi trattavano meglio».
Cinque anni e quattro mesi di prigionia sono un periodo molto lungo. Eri convinto che un giorno saresti stato liberato?
«Ho sempre creduto che ci fosse una possibilità. Ma ho anche pensato che mi sarei potuto trovare in questa situazione ancora per molti anni. E questo non mi faceva sentire bene».
Come hai ricevuto la notizia della tua liberazione? Come hai reagito?
«Ho ricevuto la notizia circa una settimana fa (lo stesso giorno in cui è stata data in Israele, ndt) ma lo avevo già intuito il mese scorso».
Sei stato contento quando lo hai saputo?
«Ne sono stato felice, ma ho temuto che ci sarebbero state delle complicazioni e che mi sarei potuto trovare lì ancora per molti anni».
Perché in questi anni sei stato visto una volta sola?
«Questo non lo deve chiedere a me. In ogni caso penso sia stato per ragioni di sicurezza. Loro (Israele) volevano che scrivessi lettere, incontrassi la Croce Rossa ma gli altri (Hamas) non hanno voluto, per via della sicurezza».
Ti è sembrato di essere stato dimenticato con il passare del tempo?
«Ho sempre saputo che la mia famiglia e molta altra gente in Israele stavano facendo tutto il possibile per liberarmi e poi lo sentivo dai notiziari»,
Allora seguivi le notizie?
«Sì, avevamo la televisione e la radio».
Sono stati gli egiziani a mediare per la tua liberazione. I precedenti tentativi di negoziato sono falliti, compresi quelli dei tedeschi. Perché secondo te questa volta è andata bene?
«Credo che gli egiziani ci siano riusciti perché sono in buoni rapporti sia con Hamas sia con Israele e si sono molto impegnati... Prima della rivoluzione del Cairo i rapporti fra Hamas ed il precedente regime erano meno buoni. Ringrazio l´Egitto».
Che cosa ne pensi della trattativa che ha portato alla tua liberazione e nell´ambito della quale sono stati liberati più di mille detenuti palestinesi, soprattutto alla luce delle critiche che si sono levate da parte del pubblico israeliano?
«Se volevano salvarmi... non c´era altra possibilità se non di pagare quel prezzo».
Che cosa ti è mancato di più durante la prigionia? E qual è la prima cosa che vorresti fare quando arriverai a casa?
«Naturalmente ho avuto nostalgia della mia famiglia e avevo voglia semplicemente di uscire, di incontrare gente, di parlare con le persone, di vedere, di fare delle cose. Non stare sempre seduto tutto il giorno e fare le stesse cose».
Che cosa ti ha insegnato questa prova? Ti ha reso più forte?
«La lezione è che è possibile liberare... E´ possibile concludere una trattativa in un periodo più breve...».
Gilad, tu sai che cosa significhi essere in prigionia. Ci sono oltre 4000 palestinesi incarcerati in Israele. Darai una mano alla campagna per la loro liberazione?
«Sarei molto contento che fossero liberati, ma a patto che non ricomincino a combattere contro Israele, che questo avvenga nell´ambito di un processo di pace e che non vi siano più guerre o conflitti».
Quali sono i tuoi programmi per il futuro?
«Spero molto che questa vicenda promuova la pace e che non vi siano altri scontri e guerre fra Israele ed i palestinesi».
Vuoi aggiungere ancora qualcosa?
(Shalit fa cenno di no)
Gilad Shalit, molte grazie...