ANTONELLA MARIOTTI, La Stampa 17/10/2011, 17 ottobre 2011
Salvate gli squali, animali perfetti - Organismi perfetti, così perfetti che la natura non li ha modificati per 400 milioni di anni
Salvate gli squali, animali perfetti - Organismi perfetti, così perfetti che la natura non li ha modificati per 400 milioni di anni. Gli squali non hanno subito evoluzioni e ora rischiano di scomparire dai mari per mano dell’uomo: nel Mediterraneo la popolazione si è ridotta di oltre il 90%. Shark Alliance, una coalizione di oltre cento organizzazioni di ricerca, ha inaugurato la «Settimana europea dello squalo» per «fare pressione spiega Serena Maso, responsabile per l’Italia - sui governi europei di 16 Paesi, per fermare il sovrasfruttamento e il “finning”». Quest’ultima è una pratica inutile e crudele: una volta catturato lo squalo, i pescatori provvedono a tagliare le pinne e a ributtare in mare la carcassa. Per molte cucine del mondo le pinne rappresentano infatti un cibo molto prelibato: Spagna e Portogallo ne sono i tra i maggior consumatori del Vecchio Continente. Nell’ambito dell’Unione Europea la pesca degli squali non è soggetta a limitazioni, e molte specie protette vengono catturate anche per caso, perché impigliate nelle reti. Per di più il divieto europeo sul «finning» contiene diverse scappatoie. Shark Alliance ha lanciato una raccolta firme sul sito sharkalliancepetition.org che ha già toccato quota 23 mila e che proseguirà per tutta la prossima settimana. «A partire dal 2006, quando le carni di squalo consumate furono pari a circa 13 tonnellate, sono stati fatti molti passi avanti. Sono solo tre le specie protette, mentre di alcune sono stati semplicemente ridotti i quantitativi; per tutte le altre non esistono limiti - continua Serena Maso -. Gli squali sono caratterizzati da una crescita lenta, e le relative popolazioni, una volta decimate, impiegano anni e anni per ricostituirsi». Così nei piatti degli europei finiscono lo smeriglio, la verdesca, lo spinarolo, la razza - tutti squali - e di conseguenza nei nostri mari gli esemplari sono quasi del tutto scomparsi. Nella Ue - in particolare in Regno Unito, Spagna e Portogallo - si catturano circa 100 mila tonnellate di squali l’anno. Nel Mediterraneo l’Italia è al primo posto per la pesca a questo tipo di predatori, che vengono presi con il «palangaro» o con le reti a strascico: sistemi illegali che hanno portato ad un richiamo da parte dell’Unione europea. L’obiettivo della Shark Alliance è vietare il «finning». Ancora la Maso: «Chiediamo più controllo sugli squali pescati e sulla quantità di pinne e di carcasse, i numeri non coincidono, si pesca oltre la legalità». Rigettando la carcassa in mare non sono possibili i controlli, perché la quantità di pinne non può superare il 5% del peso dello squalo. La Shark Alliance chiede inoltre di porre limiti di catture per squali e razze basati su dati scientifici, ma anche di allargare la protezione delle specie minacciate che finora riguarda solo lo squalo bianco, la manta mediterranea e lo squalo elefante. Da sempre il mondo del cinema dipinge lo squalo come un predatore sanguinario, in realtà alcune specie si cibano esclusivamente di plancton, e a volte loro stesse diventano prede. In Florida il centro International Shark Attach monitora il numero degli attacchi all’uomo: secondo biologi ed esperti è 1000 volte più facile essere colpiti da un fulmine che morire divorato da uno squalo.