ADRIANO ZECCHINA, La Stampa 19/10/2011, 19 ottobre 2011
L’uomo che battezzò un numero - Non si può analizzare la grandezza scientifica di Amedeo Avogadro (1776-1856) - di cui si celebrano i 200 anni della celebre legge - se non inquadrandone l’opera nella straordinaria avventura scientifica che inizia con Robert Boyle (1627-1691) e termina con Dimitrj Ivanovic Mendeleev (1834-1907) e la sua tavola degli elementi
L’uomo che battezzò un numero - Non si può analizzare la grandezza scientifica di Amedeo Avogadro (1776-1856) - di cui si celebrano i 200 anni della celebre legge - se non inquadrandone l’opera nella straordinaria avventura scientifica che inizia con Robert Boyle (1627-1691) e termina con Dimitrj Ivanovic Mendeleev (1834-1907) e la sua tavola degli elementi. Far coincidere questo inizio con Boyle non implica che prima non venissero fatte operazioni chimiche riproducibili. Questa pratica e le operazioni legate alla metallurgia, all’industria del vetro e della ceramica, alla fermentazione (per fare alcuni esempi) erano un patrimonio millenario, perfezionato con pratiche empiriche e spesso di carattere alchemico. Ugualmente ricca era la conoscenza e la classificazione di molte sostanze. Ma, nonostante questa ricca storia, nella seconda metà del XVIII secolo la comprensione del mondo fisico si basava ancora su Aristotele, secondo cui la complessità del mondo è il risultato della combinazione di terra, acqua, aria e fuoco. Su questa base, inoltre, si deduceva l’inesistenza del vuoto e l’infinita divisibilità della materia. E’ quindi giusto partire da Boyle (autore di quello che viene considerato il primo libro di chimica, «The Sceptical Chemist»), perché con lui inizia su basi sperimentali la faticosa demolizione delle teorie aristoteliche. Studiando le proprietà dei gas, arriva alla conclusione che la materia è formata di particelle e che le sostanze sono costituite da atomi diversi. Quasi contemporaneamente Isaac Newton (1643-1727), fisico ma anche alchimista, tratta dell’esistenza del vuoto che separa i corpuscoli di Boyle e ipotizza l’esistenza di interazioni a distanza. Da questo momento parte un inarrestabile processo di studi e scoperte che terminerà solo con Mendeleev e all’interno dei quale trova posto proprio l’opera di Avogadro. In un processo durato quasi due secoli si succedono tante figure: se Robert Hooke (1635-1703) scopre che 6.0221412 x 1023 l’aria è composta da una parte nitrosa molecolari relativi possono essere calcapace di reagire (l’ossigeno) e una colati dal peso dei gas stessi. parte inerte (l’azoto), Joseph Louis Questa legge fornì lo strumento Gay Lussac (1778-1858) deduce che l’ac- per risolvere in modo definitivo la conqua è formata da due parti di idrogeno fusione tra atomi e molecole e tuttae una di ossigeno, mentre Antoine Lau- via la scoperta, sebbene destinata a dirent Lavoisier (1743-1794) comprende venire uno dei pilastri della chimica che il fuoco è il risultato di una reazio- moderna, non ricevette subito attenne di combustione e formula la legge zione. Solo al congresso di Karlsruhe, della conservazione della massa. A que- nel 1860, venne riconosciuto il suo vasto punto la nascita della teoria atomi- lore. Le ragioni di questa «disattenzioca di John Dalton (1766-1844) appare ne» sono molte, ma è probabile che sicome una naturale conseguenza: se- ano anche legate all’origine periferica condo lo studioso, la materia è compo- di Avogadro rispetto ai suoi interlocusta di particelle molto piccole e gli ato- tori e competitori europei. Questa remi di elementi differenti si combinano altà non può non accrescere l’ammiraa formare i composti chimici. zione per il suo genio, universalmente In questo periodo rimane tuttavia riconosciuto dal «Numero di Avogaincompresa la differenza tra atomi e dro», dato al numero di molecole conmolecole. Ed è proprio qui che si rive- nel 1811 sul «Journal de Physique». tenuto in una massa in grammi numela il contributo di Avogadro con la sua Questa implica che le relazioni tra i ricamente pari al peso molecolare. legge che sostiene che «volumi uguali pesi di volumi identici di gas differen- Questo valore, com’è stato verificadi gas, alla stessa temperatura e pres- ti (a temperatura e pressione uguale) to da misure accuratissime in epoche sione, contengono lo stesso numero corrispondono alle relazioni tra i ri- successive, è uguale per tutte le sostandi molecole» e che viene pubblicata spettivi pesi molecolari. Quindi, i pesi ze. In accordo con la sua legge.