Lettere a Sergio Romano, Corriere della Sera 19/10/2011, 19 ottobre 2011
IL « PASTICCIO » GADDA- PIOVENE NELL’ESTATE DEL 1940
Ero alla presentazione de «I quaderni dell’ingegnere» pubblicati dalla Fondazione Bembo a Milano alla Pinacoteca Ambrosiana e l’ho trovata molto interessante. Mi sono domandata però come mai nessuno abbia citato un brano che ha un interesse notevole non solo dal punto di vista letterario ma anche storico e politico, e cioè il rifiuto di Guido Piovene nel 1941 di un testo commissionato a Carlo Emilio Gadda per La Lettura. È a conoscenza di quell’episodio?
Francesca Casaccia
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Cara Signora, il libro citato nella sua lettera è il secondo numero di una rivista fondata da Dante Isella e diretta oggi da Clelia Martignoni. È pubblicata dalla Fondazione Pietro Bembo e dalle edizioni Guanda, appare ogni anno e raccoglie testi inediti, lettere e appunti dello scrittore Carlo Emilio Gadda, uno dei maggiori esponenti del Novecento italiano. Ma in questo caso la letteratura ha soltanto un ruolo marginale. La storia comincia in Francia nel giugno del 1940 e più precisamente nei giorni in cui la Wehrmacht, dopo avere sfondato il fronte, travolge le truppe francesi e raccoglie lungo la sua avanzata parecchie decine di migliaia di prigionieri. Ma il corpo di spedizione britannico approfitta di una temporanea sosta delle forze tedesche, rallentate da un problema di carburante, per raggiungere le spiagge di Dunkerque e attraversare la Manica su una improvvisata flottiglia. La Germania ha perduto un’occasione, ma comincia immediatamente a preparare l’invasione delle isole britanniche. Non vi è osservatore militare, in quei giorni, che non dia per scontato l’inizio di una nuova offensiva destinata a concludersi con una battaglia decisiva sulle bianche scogliere di Dover.
In Italia, entrata in guerra il 10 giugno del 1940, i giornali si preparano all’evento. La Lettura, rivista mensile del Corriere della Sera, decide di trattare la vicenda ricorrendo a qualche precedente storico. Quali e quante furono le invasioni delle isole britanniche nel corso della storia? A nome di Filippo Sacchi e Renato Simoni, autorevoli collaborati della rivista, Guido Piovene assegnò il compito a Carlo Emilio Gadda. L’articolo, nelle sue intenzioni, avrebbe avuto una forte dignità letteraria, ma sarebbe stato strettamente legato all’attualità. Gadda accettò, si documentò e produsse alla fine una lunga cronaca, molto dotta, in cui si parlava di storia dell’umanità, trasmigrazione di popoli, geografia antica, agricoltura preistorica, colonne d’Ercole, celti, fenici, iberi, galli, belgi e «branchi di porci selvatici che, con favolosi grugniti, vagabondavano a migliaia le ghiotte pasture de’ querceti».
Quando l’articolo arrivò alla Lettura, Piovene, per tre giorni, non ebbe il coraggio di dire a Gadda che il prodotto non corrispondeva alle esigenze della rivista. Lo fece finalmente in una lettera del 15 luglio 1940 in cui gli spiegò che la pubblicazione, in quel momento, sarebbe parsa inopportuna. Il succo della lettera era questo: l’Inghilterra sta per essere invasa, tutti si aspettano la notizia, e tu ci mandi un articolo pieno di divagazioni storiche sulle isole britanniche; i lettori «ci accuserebbero certo domani di aver parlato, senza una ragione precisa, proprio del popolo e della terra che ci sono nemici». Gadda, comprensibilmente, si arrabbiò e sfogò la sua rabbia archiviando l’articolo in una busta su cui raccontò brevemente l’episodio con qualche pittoresco improperio all’indirizzo di Mussolini e Hitler, ma anche di Piovene e Simoni. Lo sbarco, come è noto, non ebbe mai luogo.
Sergio Romano