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 2011  ottobre 19 Mercoledì calendario

IL BLACK BLOC BORGHESE CON L’ESTINTORE —

Rave party e cani randagi. «Er pelliccia» li ama entrambi. Sogna di diventare psicologo, ma in piazza tira gli estintori. A Bassano Romano, cittadina nel viterbese a 50 chilometri da Roma, Fabrizio Filippi lo conoscono un po’ tutti. E dopo gli scontri di sabato anche di più: è lui il ragazzo a torso nudo fotografato mentre a San Giovanni scaglia l’idrante rosso contro la polizia durante gli scontri con i black bloc. Ed è sempre lui, negli scatti successivi, a calarsi la sciarpa dal volto e a irridere gli agenti con un ghigno beffardo e il dito medio alzato. Una sfida lanciata e persa, perché all’alba di ieri la Digos si è presentata a casa dei genitori per arrestarlo: un poliziotto lo ha riconosciuto dai fotogrammi del volto e dalla frase di una canzone in inglese su tre righe tatuata sul fianco sinistro. Così «er pelliccia» è diventato il 13° a finire in carcere per resistenza pluriaggravata a pubblico ufficiale.
Ventiquattro anni, studente di Psicologia all’Università telematica «Guglielmo Marconi» a Prati, nella Capitale, Filippi proviene da una famiglia medio borghese: padre e madre impiegati — Roberto in una scuola, Ornella all’università della Tuscia —, il fratello maggiore Giuseppe meteorologo e nel 2006 candidato in una lista civica per l’elezione a sindaco del segretario regionale Sel Giancarlo Torricelli. «Una famiglia perbene», assicurano a Bassano dove però descrivono Fabrizio come «una testa calda: una volta — raccontano le amiche — tornando a casa in auto è finito contro le macchine parcheggiate. Ne ha distrutte cinque o sei. Qualcuno disse che aveva pippato». Nel descriverlo anche la polizia parla di problemi con gli stupefacenti. Per alcuni un «ribelle, fuori dagli schemi», per il padre «un ragazzo incapace di far male a una mosca: mi ha detto che era pentito e che non è un black bloc». Prima dell’estintore Fabrizio si era sempre sfogato su chat e social network dove l’«angelo biondo», altro suo soprannome, si esprimeva con massime e slogan: «Odio lo Stato», «Sono in guerra con qualcuno ma non so chi in realtà». E ancora frasi di Hitler, citazioni di gruppi rap italiani (Noyz Narcos, Frankie Hinrg). La passione per la musica hardtechno, per i brani elettronici, e poi per le ragazze, il tennis, la palestra, le bevute, lo sballo. Interessi che si alternano a modi di essere — «La merda più la giri e più puzza», la sua massima preferita —, descritti in un post dove lancia un appello che sembra no global: «Boicotta le compagnie energetiche, rifiuta il sistema politico, l’illusione di una democrazia basata sul monetarismo è un insulto alla nostra intelligenza».
«Mio figlio non frequenta centri sociali — spiega il papà — non ha mai fatto politica. Siamo tutti scioccati». Sabato Fabrizio è uscito di casa dicendo che sarebbe andato all’università per sbrigare delle pratiche in segreteria. «Mi ha chiamato, mi ha detto che la città era bloccata — racconta la mamma — da quel momento in poi gli ho telefonato ogni mezz’ora. E lui mi diceva sempre dove stava, che c’era fumo, tanta confusione. La sera è tornato a casa senza fiatare». La sorpresa è arrivata domenica mattina con la lettura dei giornali: il ragazzo con l’estintore era proprio lui. «È sbiancato, mi ha spiegato che stava solo disperdendo il fumo perché gli dava fastidio un occhio — ricorda la madre —. Gli ho detto: "Dove vai? Tanto ti prendono". Voleva consegnarsi ai carabinieri ma la Digos è arrivata prima. Non può essere un capro espiatorio, non è Bin Laden. Sono preoccupata, ho paura che in carcere non regga».
La procura chiederà anche per Filippi la convalida del fermo mentre oggi saranno ascoltati dal gip gli altri 12 in cella. Le indagini proseguono senza sosta per identificare con foto e filmati il maggior numero di partecipanti agli scontri: soprattutto chi ha cercato di uccidere i due carabinieri bruciando il loro blindato. Si cerca ovunque, negli ambienti antagonisti, certo, ma anche in quelli ultrà di Roma e Lazio.
Rinaldo Frignani