Franco Bechis, Libero 18/10/2011, 18 ottobre 2011
IN ITALIA L’EVASIONE FISCALE È UNA FORMA DI WELFARE
L’argomento è tabù: solo ad accennarlo si rischia di essere linciati. Perché se c’è una cosa di cui tutti parlano con cliché immutabili da decenni e assai lontani dal vero, questa è proprio l’evasione fiscale. Che ci sia e sia assai alta in Italia (come in altri paesi), è vero. Le stime dicono che vale il 17-18 per cento del prodotto interno lordo del paese. Ma chi siano davvero gli evasori è difficile sapere. Più degli slogan aiutano le statistiche. Bankitalia nel documento appena lasciato in Senato spiega che ad evadere sono soprattutto “i giovani e i lavoratori autonomi”. Sui secondi nessuna sorpresa, ma sui primi non era facile dirlo. Sempre ieri il Sole 24 Ore ha pubblicato la sua mappa geografica sulla infedeltà fiscale in Italia: Agrigento e Benevento in testa alla classifica. Ma soprattutto ai primi 30 posti in classifica ci sono 30 città del Sud Italia. Le uniche due città del Nord presenti nei primi 50 posti dei comuni zeppi di evasori sono Imperia ed Asti, entrambe quasi in fondo alla classifica. Altre indagini della Agenzia delle Entrate non dicono cose tanto diverse. La più seria, che incrocia regionalmente le entrate Iva con le dichiarazioni Irpef, da anni indica in Calabria e Campania le due regioni che evadono percentualmente di più, consumando assai più di quel che i redditi ufficiali consentirebbero. Cosa significa tutto ciò? Che l’Italia avrà pure un pugno di ricconi che spesso non dichiarano il proprio reddito a dovere e studiano tutti i giorni come pagare il meno possibile. Ma che il corpaccione dell’evasione si trova fra redditi medio-bassi. Giovani e pensionati magari non trovano un lavoro regolare, ma uno in nero sì. Ci sono donne che lavorano in nero e integrano le magre entrate ufficiali del nucleo familiare. Così come è largamente diffusa nell’imprenditoria italiana la tendenza a pagare straordinari, premi e integrazioni salariali attraverso somme in nero, rimborsi spesa pro-forma o altri modi per evitare che il fisco si porti a casa tutto. Certo in tutti questi casi gli evasori sono di due tipi: gli imprenditori che risparmiano assai di più e i lavoratori che hanno un piccolo beneficio (quando la somma in nero è extra il reddito ufficiale) o sono semplicemente costretti al lavoro nero perché altro non ce ne è.
Sud, giovani, pensionati: la mappa reale dell’evasione fiscale indica qualcosa di particolare che esiste in Italia e non in altri paesi: aggirare il fisco è una sorta di welfare state aggiuntivo. L’evasione, l’economia in nero con tutte le ingiustizie che evidentemente si porta dietro, è più diffusa nei ceti medio-bassi proprio perché in qualche modo sostituisce uno stato sociale che ha fin troppe pecche. Sarà amaro dirlo, ma è così.
Franco Bechis