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 2011  ottobre 18 Martedì calendario

SERVE UN ALTRO GOVERNO, PIÙ FORTE" LA SVOLTA DEI MOVIMENTI CATTOLICI - TODI

«Serve un governo più forte, quello attuale non è adeguato». Quando il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, pronuncia queste parole nella conferenza stampa finale, con al suo fianco i rappresentanti del Comitato promotore, è chiaro a tutti che il divorzio del mondo cattolico da Silvio Berlusconi è il risultato più forte del convegno di Todi.
Nessun nuovo partito di centro è nato nel grembo del convento francescano di Montesanto. Invece, tra le volte del largo chiostro attraversato dai passi silenziosi dei religiosi, padroni di casa, è andata in scena una richiesta di eutanasia. Staccare la spina al governo Berlusconi.
Dall´assise cattolica – un incontro rigorosamente a porte chiuse, a cui hanno partecipato un centinaio di sigle dell´associazionismo e aperto dalla prolusione del capo dei vescovi, cardinale Angelo Bagnasco - è così uscita la proposta di un «nuovo esecutivo», di un governo sostenuto «dai principali partiti», capace di lasciarsi alle spalle il berlusconismo e le contrapposizioni esasperate del bipolarismo. Insieme all´esigenza di una revisione della legge elettorale che, con la reintroduzione delle preferenze, restituisca ai cittadini la possibilità di scegliere chi li rappresenta.
«Si pensava che un uomo solo al comando ci liberasse dai guai - ha sintetizzato Bonanni - invece è la cosa che ci inguaia. Finisce la lunga stagione del silenzio dei cattolici, che torneranno ad essere protagonisti nel territorio con iniziative forti, per un impegno esclusivamente nel pre-politico». Ma serve un passo indietro del presidente del Consiglio, dicono in tanti. Un "altolà" che riafferma tutta la voglia dei cattolici di riprendersi la scena politica. Le anime qui sono molte e le ricette diversificate. Il presidente delle Acli, Andrea Olivero, è il più esplicito nel chiedere che «il presidente del Consiglio rimetta il suo mandato». Ma anche il presidente nazionale della Confartigianato, Giorgio Guerrini, è dell´idea che «questo governo non ce la fa». Il presidente di Confcooperative, Luigi Marino, sostiene che «serve qualcosa di più forte del solo cambio di governo». Carlo Costalli, per il Movimento cristiano lavoratori, valuta l´ipotesi di una «scomposizione partitica» in vista della futura «ricomposizione» politica.
La giornata si era aperta con le parole, molto attese, di Bagnasco. Sui due tavoli lunghi bordati d´amaranto, disposti uno di fronte all´altro, i leader del Forum delle associazioni cattoliche riuniti come in un conclave hanno ascoltato l´appello del cardinale nel rimbombo della sala grande del convento. «E´ un´ora promettente della Storia alla quale nessuno deve mancare - ha detto con voce piana il presidente della Cei - i cattolici non possono arretrare di fronte alle sfide. L´assenteismo sociale, per i cristiani, è un peccato di omissione».
Poi Bagnasco pronuncia infine le parole centrali del suo intervento: «E´ con questo patrimonio universale che la comunità cristiana deve animare i settori prepolitici nei quali maturano mentalità e si affinano competenze, dove si fa cultura sociale e politica». Prepolitica, dunque. Il parto di un nuovo partito non c´è. Spiega il portavoce del Forum, Natale Forlani: «Non è nel nostro orizzonte la formazione di un partito cattolico». Aggiunge l´amministratore delegato di Intesa SanPaolo, Corrado Passera: «Serve una politica dotata di lungimiranza». Chiosa il presidente di Aeroporti di Roma, Fabrizio Palenzona: «Penso che non si possa sfuggire ai nostri doveri. La più alta forma di carità è la politica».