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 2011  ottobre 17 Lunedì calendario

HO FATTO PACE CON LE NEVROSI E ORA COMINCIO A VOLERMI BENE"

Ambra Angiolini urla: «Mi sente? Qui è un po´ come stare all´"Isola dei famosi", tutto molto selvaggio, molto bello ma la natura dopo un po´ mi dà l´ansia. Se trovo una bella pietra posso scolpirla ma non è il massimo. Sogno un centro commerciale, le file alle casse». Ride come una bambina. «Nella mia vita va sempre così, o tutto o niente». Anticipa le domande perché se le fa da sola, e risponde. «Soddisfatta? Mah, non sono mai contenta di me, o almeno, non completamente. Anche se faccio tante cose, come in questo periodo. È il mio carattere, ma ho fatto grandi passi avanti: mi accetto. Poco alla volta sto imparando a volermi bene».
In Grecia per il sequel di "Immaturi", la fortunata commedia di Paolo Genovese, fidanzata di Valentino Picone nel film "Anche se è amore non si vede" di Ficarra e Picone che uscirà il 25 novembre, a marzo debutterà a teatro con Edoardo Leo in "Ti ricordi di me?" scritto da Massimiliano Bruno, Ambra è tornata alla ribalta.
Ormai è un´attrice di commedie.
«Bello, no? Desideravo farle e le ho girate tutte. Genovese ha trovato un´idea geniale, dopo quella al centro del primo film - il gruppo di studenti che deve ripetere l´esame - anche per il seguito. E´ molto divertente, con risvolti romantici».
Ha un ruolo romantico anche nel film di Ficarra e Picone.
«Ero convinta di stare sulla scatole a uno dei due, quelle convinzioni che le persone un po´ complicate come me - penso male anche se il mio giornalaio mi saluta distrattamente - coltivano per anni. In realtà tutte le volte che li ho incontrati sono stati gentilissimi. Interpreto la fidanzata di Picone che mi assilla un po´, così appena ho letto il copione gli ho detto: lo vedi che avevo ragione? Mi odiate».
Sarà un caso, ma anche a teatro interpreterà una nevrotica.
«Ho interpretato "Ci vediamo a casa" di Maurizio Ponzi, una storia di coppie che cercano casa e che fotografa l´Italia di oggi, e mentre giravamo il film, Edoardo Leo mi ha fatto leggere il testo di Massimiliano Bruno. Mi ha folgorato. S´innamorano due strani personaggi: lui scrive fiabe improbabili, storie d´amore tra aspirapolveri e protesi, lei è cleptomane. Si riconoscono nelle loro manie. Ne abbiamo tutti, no?».
Continua a maltrattarsi?
«Mi metto in discussione. Prima ero infelicemente così, ora sono felicemente così. A un certo punto della vita non puoi fare altro che volerti più bene. Sono consapevole delle qualità e dei miei limiti, non mi piace vendere fumo».
Incontra tanta gente che vende fumo?
«Vedo poca autocritica, sono tutti convinti di essere geni».
Gira voce che tornerà al Festival di Sanremo.
«Me l´hanno detto, è uscita la notizia, mi sono arrivati messaggi da mezzo mondo: "Ma come, non dici niente?". Però nessuno mi ha chiamato».
Ma ci tornerebbe? C´era stata con Baudo al Dopofestival.
«Forse sì, è una delle poche trasmissioni legate alle nostre tradizioni, poi c´ero andata quando Francesco (Renga, n. d. r) ha vinto. Sono legata a Sanremo».
Col suo compagno ha superato un periodo delicato. Il gossip, la presunta crisi.
«La vita ti offre sempre opportunità pazzesche, ho la forza che deriva dalla consapevolezza di aver costruito cose solide. Vuol dire che ho seminato bene, ma il gossip - a prescindere dal fatto che capiti a te o a un altro - è pietoso».
Però ha ritrovato Francesco, vi siete ritrovati.
«Siamo uniti, la nostra è una coppia solida, ma quando sei una "persona pubblica" tutti si sentono in diritto di dire la loro. Però la popolarità non giustifica il cinismo e la cattiveria».
Sarà abituata, dai tempi di "Non è la Rai" non sono stati teneri con lei.
«Ci resto sempre male, ieri come oggi; a tredici anni quando leggevo "è un´incapace", un paio di orette di pianto al giorno me le facevo».
Ma come, Ambra superwoman dov´è finita?
«Non m´interessa essere superiore. Superwoman oggi vuol dire essere una donna che accetta le proprie debolezze, che non sono poi così gravi, e si piace. Che non vuol dire non mettersi più in discussione. Ma riesco ad amarmi, l´accettazione di sé è andare verso il bene. Ho 34 anni, due figli, un po´ di cosette le ho fatte».
Quando legge delle ragazze che farebbero qualsiasi cosa per fare televisione, che pensa?
Ride. «Che non mi telefona mai nessuno, e lo dico con profonda tristezza. Mandatemi a cucinare a casa di Silvio, che gli preparo una bella zuppa di farro. Gli farebbe bene».
Quindi ha fatto pace anche in cucina?
«I miei figli hanno assaggiato tutto, il piccolo allo sport preferisce il brasato».
Vuol far credere che prepara manicaretti mentre lei mangia solo zuppe?
«Sì. Poi mi scateno nelle notti tossiche al cioccolato».