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 2011  ottobre 17 Lunedì calendario

NIENTE LUCI, NINNA NANNA E CARILLON I SEGRETI CONTRO IL PIANTO DEI BEBÈ

La prima regola? Fare di meno. I nuovi consigli per mamme (e papà) stressati e abbattuti dal pianto del loro neonato si avvicinano a quelli delle nonne. E – dai siti americani di consulenza online e via skype ai nuovi manuali appena usciti in Italia – guidano passo passo, se necessario anche in diretta, i genitori inesperti. Si comincia con gli stimoli esterni. Da eliminare. Niente giochi, sonaglini, lampade rotanti o peluche almeno fino ai tre mesi, e, se possibile, pareti dipinte con colori tenui e neutri. Da evitare i rumori esterni e la luce, del sole o artificiale, direttamente indirizzata sulla culla. Al secondo posto c´è la posizione nella quale cullare il neonato: no alla testolina sulla spalla e alla passeggiata con piccoli sobbalzi, sì alla classica posizione col piccolo adagiato tra le braccia e appoggiato al petto. Un piccolo panno di cotone (il classico fazzoletto, o tovagliolo) può venir usato vantaggiosamente per coprire gli occhi del bambino e aiutarlo a rilassarsi: appoggiato sulla fronte e lasciato ricadere fino al naso, lo aiuterà a sentirsi "avvolto" e a cedere al sonno.
Meglio studiare in anticipo le regole (come quelle dell´austriaca Christiane Rankl elencate in "Così calmo il mio bambino", ora nelle librerie italiane per Urra edizioni), perché nessun genitore in ansia che deve fare i conti con un rumore notturno che può arrivare a 80 decibel sarà in grado di ricordarle tutte a memoria. Quando, finalmente, il neonato cede e accenna a placarsi, mai dimenticare che a poche settimane di vita è importante sentirsi "contenuti" come nel grembo materno: via libera a cuscini (ne esistono di appositi per l´allattamento, utilizzabili però 24 ore su 24) e alle coperte arrotolate per diminuire lo spazio nel lettino e consentire al piccolo di appoggiarsi da ogni parte. Anche una copertina può aiutare ad avvolgere e a sistemare il piccolo vicino a sé. Semaforo verde alla posizione su un fianco o sulla pancia, in assoluto le preferite fino a 6 mesi di vita.
E, da 0 a 9 mesi e oltre, sì al succhiotto se il bambino lo gradisce, il famigerato "ciuccio" che negli anni è stato di volta in volta assolto e condannato come il principale responsabile dei "vizi" e delle deformazioni al palato. Consolare un neonato che piange offrendogli il seno o il biberon anche quando non ha fame, infatti, potrebbe peggiorare la situazione. Semaforo verde, infine, anche alle intuizioni spontanee delle madri che, semplicemente ascoltando, riescono a capire se il figlio ha fame, è stanco o prova un lieve dolore, come quello scatenato dalle "coliche" allo scattare dei tre mesi. A 4 mesi il bambino dovrebbe essere in grado di addormentarsi da solo, o, eventualmente, dopo essere stato cullato per dieci o venti minuti nel passeggino. Attenzione dunque a non protrarre "routine" diventate inutili. Ma a 6 mesi le cose cambiano ancora. Il neonato dedica ormai solo il 60 per cento del suo tempo al sonno, e comincia a desiderare gioco e interazione. È il momento della fascia portabebé, nei diversi modelli lunghi o corti, un accessorio indispensabile alla mamma che vuole muoversi in casa, copiato senza esitazioni dalla tradizione africana. Ben attaccato al corpo, su un fianco o sulla schiena secondo i gusti e il peso, il bambino imparerà a conoscere la vita e i ritmi della famiglia. E a distinguere il giorno dalla notte.