Massimo Sideri, Corriere della Sera 17/10/2011, 17 ottobre 2011
STRESS DA «SEGUACI» SU TWITTER: LA DIFFICOLTA’ DI FARSI NOTARE —
Questo articolo parte svantaggiato: per essere credibile fino in fondo dovrebbe trovare una cura alla Twitter-frustrazione in sole 140 battute. Non ci sarebbe spazio nemmeno per la posologia e le controindicazioni. Ma è proprio questo il punto: non tutti riescono a trovare slogan folgoranti che funzionino sulla piattaforma del microblogging di maggiore successo. E personalmente alle 22.00 di ieri sera avevo 250 followers. Mi sono convertito al nuovo sport nazionale solo da due mesi e cresco di 3-4 nuovi «seguaci» al giorno (la cosa brutta è che aumentano anche se non tweetto nulla...). Quindi so di cosa stiamo parlando quando parliamo di frustrazione da Twitter.
Si può rimediare oltre a cercare uno psicanalista specializzato in ansie tecnologiche? Il web pullula di consigli per allargare il proprio parco di utenti. La manualistica è corposa. Ma attuarla non è facile. Il fatto è che Twitter è un mondo visceralmente verticale. Lo dice la stessa parole «followers». È il mondo parallelo dei guru, dei trend-setter, la gerarchia è piramidale: c’è chi parla e chi ascolta. Crudele riproduzione in questo del mondo offline. Sembra di essere in un’aula universitaria. Studenti e professori.
È anche per questo che sta diventando un potente canale di informazione: il mezzo autoseleziona la qualità degli utenti. Ma il parallelo è ingrato: è vero, Twitter non è Facebook dove l’anarchia ha trovato uno strumento di democratizzazione orizzontale e dove tutti possono avere centinaia di amici. Un contatto, su Facebook, non si nega a nessuno. Lo dicono anche i numeri. Facebook 800 milioni di utenti. Twitter: 100 milioni. Ma è anche vero che su Twitter prevale la genialità e la capacità fulminante di sintesi. Chi è bravo può scalare i ranking e chiunque può diventare il professore che tutti vogliono seguire. Vediamo come in 140 battute.
Tweet-consiglio #1. #Jobs a Businessweek, ’98: «Quando vuoi spegnere il cervello usi la tv. Quando vuoi accenderlo il Web». Quando non hai tempo Twitter.
Tweet#2 by Beppe Severgnini (Best Twitter 2011: 99.542 followers): «@beppesevergnini Twitter è un mezzo di espressione (che prima non c’era). Non uno strumento di competizione».
Tweet#3 by Severgnini: «Anche per i followers (fw) vale la vecchia regola: meglio pochi ma buoni. Certo, se sono buoni e sono molti, meglio!».
Tweet#4 by Severgnini: «La strada per la twitterità passa per i retweet, che possono rendere esponenziale la diffusione del vostro pensiero. Quindi scrivete meno, pensate di più e scrivete meglio».
Tweet #5 by Severgnini: «Sintesi: più sorriso più serietà più sentimento: le 4 "S" vincenti».
Tweet #6, Gioco un po’ sporco: Segui personaggi noti. Magari qualcuno si accorge di te, ti ritwitta e svolti. Ps: con me non ha funzionato.
Tweet#7, Parafrasando Cuccia: i followers non si contano, si pesano. E anche i Tweet (Tradotto: se non hai nulla da dire taci. Meglio un tweet in meno che una sciocchezza in più).
Tweet#8: Lecito essere creativi con la sintassi. Lo spazio è scarso. Ma anche se sei sul Web fai attenzione ai refusi. Errare Umanum, Ritwittare un errore, Diabolicum.
Massimo Sideri