Dario Cresto-Dina, la Repubblica 15/10/2011, 15 ottobre 2011
Niccolò Ammaniti da ragazzo aveva venti acquari in camera: «I pesci erano tutti diversi, metterli assieme era come inserire i personaggi nella trama di un libro di fantascienza o in un poliziesco
Niccolò Ammaniti da ragazzo aveva venti acquari in camera: «I pesci erano tutti diversi, metterli assieme era come inserire i personaggi nella trama di un libro di fantascienza o in un poliziesco. Se sbagliavi ci scappava il morto». Ora possiede due cagnoline ed è talmente ossessionato dall’idea della loro morte che cerca di continuo su Internet tutte le notizie sulle tecniche di clonazione.