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 2011  ottobre 17 Lunedì calendario

Bocchino e il trans Manila: la macchina del fango si rimette in moto su Rai3 - Le frequentazioni pericolo­se, o almeno inopportune, di Italo Bocchino salgono ancora una vol­ta agli onori della cronaca

Bocchino e il trans Manila: la macchina del fango si rimette in moto su Rai3 - Le frequentazioni pericolo­se, o almeno inopportune, di Italo Bocchino salgono ancora una vol­ta agli onori della cronaca. Ora si tratta del vicepresidente di Fli e di Manila Gorio, celebre trans ami­ca dell’escort Patrizia D’Addario. Ci sarebbero in giro varie foto che li ritraggono insieme, offerte ad organi di stampa o sottratte ad essi a pagamento. Una vicenda che puzza di manovre e ricatti e sulla quale la procura di Roma sta­rebbe indagando, dopo la denun­cia per truffa del fotografo Gian­carlo Marrocchi, che avrebbe commissionato le foto ad un’agen­zia per poi perderne le tracce: non sarebbero state vendute e lui avrebbe perso la percentuale. Il procuratore aggiunto Alberto Caperna, non avrebbe individua­to né il reato né gli indagati, ma non si sa mai dove possono porta­re certe indagini. Per non parlare del gossip attorno. Marrazzo inse­gna, Sircana pure. Dopo la liason fotografatissima con Sabina Began, l’Ape regina del «bunga bunga», dopo il lega­me con il ministro Mara Carfagna che ha dato una spallata al suo ma­trimonio, Bocchino inciampa co­sì in un’altra storia a luci rosse. Ne ha parlato ieri sera il pro­gramma di Raitre Presa diretta di Riccardo Iacona, in una puntata dedicata alla «Macchina del fan­go ». All’intervistatore Alessandro Sortino la Gorio dichiara: «Ho avu­to fino a poco tempo fa una storia importante con un politico che mi ha conosciuto ad una convention e corteggiata. È una storia docu­mentabile, ma non rivelerò mai il suo nome». Quel «documentabile» a qual­cuno certo fa venire i brividi e, d’al­tronde, la conduttrice e produttri­ce trans di un’emittente privata ama farparlaredisé.Già a dicem­bre dell’anno scorso ha «confessa­to » di avere un video hard su una notte di fuoco con un politico mi­sterioso. E secondo il fotografo Marrocchi sarebbe stata lei a dar­gli la dritta sull’incontro con Boc­chino. Un «agguato»? Comunque riuscito, se davvero le foto ci sono. Anche se il deputato Fli nega di essere caduto nella «trappola» e assicura che le immagini (che non ha visto) possono solo testi­moniare «un incontro tra un parla­mentare con un giornalista: non c’è materia per un ricatto». Eh sì, perché «Manila Gorio- di­ce Bocchino, senza tema di cade­re nel ridicolo - è iscritta all’Ordi­ne dei giornalisti. Mi ha chiesto un’intervista e non v’è alcuna ra­gione per cui uno che non è affetto da omofobia non vada». Il vicepresidente dei futuristi sottolinea che, «guarda caso, il fo­tografo è lo stesso che adesso è sot­to processo per una presunta estorsione contro Fini». Marroc­chi, per l’esattezza, sarebbe sotto inchiesta per estorsione per la sto­ria di una escort emiliana che di­chiarava di essere stata con il pre­sidente della Camera. Per non essere tirati dentro sto­rie così poco edificanti, certo, sa­rebbe meglio fare più attenzione alle frequentazioni e Bocchino in­comincia a capirlo. Dopo le scuse familiari per la Carfagna e il mea culpa opportunistico per la Be­gan, arriva la sua terza autocritica, con l’assicurazione di aver «cam­biato vita e la sera sto a casa». La promessa è: «Basta uscite se­rali. Ho preso atto che c’è una cer­ta attenzione della macchina del fango e per un po’ si sentiràparla­re di me solo per il mio lavoro poli­tico ».Per un po’:vedremo quanto durerà.