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 2011  ottobre 15 Sabato calendario

La Tour Eiffel cambia look per riconquistare i parigini - Il guaio delle torri, almeno dal punto di vista turistico, è che tutti vogliono arrivare fino in cima

La Tour Eiffel cambia look per riconquistare i parigini - Il guaio delle torri, almeno dal punto di vista turistico, è che tutti vogliono arrivare fino in cima. A mezza strada non si ferma nessuno. Infatti dei circa sette milioni di persone che ogni anno salgono sulla Tour Eiffel, facendone il monumento a pagamento più visitato del mondo, meno della metà fa una sosta al primo piano che pure, visto che la torre si allunga stringendosi, è quello che dispone di più spazio, circa 5 mila metri quadrati a 57 metri d’altezza. Adesso il primo piano parte alla riscossa con un maxiprogetto di ristrutturazione che sarà il terzo grande lifting della Torre da quando fu inaugurata, il 31 marzo 1889, fra terribili polemiche perché la maggior parte dei commentatori la trovò orrenda e pensava che avrebbe rovinato lo skyline di Parigi, forse perché il terrificante Sacre-Coeur non era ancora stato concepito... Il piano per il nuovo primo piano, griffato dallo studio d’architetti Moatti-Rivière, prevede per cominciare la sostituzione dei padiglioni attuali, giudicati fuori moda nel loro look Anni Ottanta. Al loro posto, due nuovi padiglioni vetrati, inclinati per seguire le linee curve pensate da Eiffel e con i muri dipinti del colore originale della Torre, il «brun-rouge» (e a questo punto è necessario aprire una lunga parentesi. La questione del colore della Torre è lunga e colorite le relative polemiche. In origine, la Torre era appunto rosso bruno. Nel 1892, diventò ocra bruno. Nel 1899, gialla - sì, gialla, pazzesco -, più arancione alla base, più canarino verso la punta e da allora si instaurò la regola della ridipintura integrale ogni sette anni, tuttora rispettata. Nel 1907, il giallo diventò giallo bruno. Nel ‘54, si tornò al rosso bruno e nel ‘68 all’attuale «bruno Torre Eiffel», una specie di color bronzo giudicato più «parigino», che dura tuttora, più scuro in basso e più chiaro in alto). Tornando alla ristrutturazione prossima ventura, dei due padiglioni uno, l’Eiffel, ospiterà una sala da convegni e spettacoli con trecento posti. L’altro, il Ferrié, dei negozi, un caffè, un museo e... la toilette che, promette l’architetto Moatti, «sarà una delle più belle del mondo. I lavabi delle signore avranno una vista eccezionale sulla capitale». Al ristorante che già c’è, il 58 Tour Eiffel, verrà rifatta la facciata, per armonizzarla con quella dei padiglioni (però, nuova parentesi, il ristorante più chic della Torre è il «Jules Verne» del secondo piano, ottimo, elegante e decisamente caruccio: il menu della cena preparata dal giovane chef Pascal Féraud costa 200 euro, vini esclusi. E comunque in cima a tutto, sospeso a trecento metri d’altezza a metà strada fra il cielo e Parigi, c’è un «bar à champagne» che vale decisamente il brindisi). L’altra novità del primo piano seconda maniera è la vista sul vuoto. Al centro, infatti, il pavimento sarà rifatto in vetro: 36 millimetri di spessore trasparente per avere l’impressione di camminare sul vuoto e la soddisfazione di guardare la lunga fila di chi deve ancora entrare. Stesso effetto con le nuove balaustre, appunto trasparenti e leggermente inclinate verso l’esterno per aggiungere un po’ di brivido. Ma saranno alte tre metri per scoraggiare gli eventuali aspiranti suicidi. Insomma, la parola d’ordine è trasparenza: «Vogliamo far entrare la luce, offrire una vista accresciuta su Parigi», dice sempre Moatti della sua Torre. E magari farci venire i parigini, che snobbano un po’ il monumento-simbolo della città: tre visitatori su quattro sono stranieri, e solo uno su dieci viene dalla capitale o dalle banlieue. I lavori dureranno 18 mesi, inizio a febbraio e conclusione prevista nell’estate del 2013. E dire che la costruzione della Torre fu un record non solo d’ingegneria ma anche di rapidità: due anni, due mesi e cinque giorni. Durante i lavori, quelli nuovi, la Torre non chiuderà e fornirà da sola i 25 milioni di euro necessari: sono l’equivalente di 16 mesi di sbigliettamento e, promettono i responsabili, senza aumentare i prezzi. In più, naturalmente, c’è tutto l’aspetto ecosostenibile. Dopo l’introduzione della pittura ad acqua (per i 18.038 pezzi di ferro di questo enorme Lego metallico ci vogliono 50 tonnellate di vernice), la riduzione dell’illuminazione di mezzanotte da dieci a cinque minuti per risparmiare luce e la raccolta differenziata, saranno installati quattro pannelli solari e delle minipale eoliche, che forniranno la metà del fabbisogno di energia elettrica e di acqua calda della Torre. Se non di colore, la Tour Eiffel è verde di spirito.