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 2011  ottobre 13 Giovedì calendario

GIOVANI MASSONI

«Ci mandi una email dove specifica nome, cognome, provenienza e ci spiega perché vuole entrare in massoneria. Verrà contattata quanto prima». La voce al telefono, con un lieve accento straniero, è ferma ma cortese: alle porte della Gran Loggia d’Italia si può bussare anche via internet. Una mail per le autocandidature, un account sul socialnetwork Twitter per gli aggiornamenti: il secondo ordine massonico italiano mostra di aprirsi alla modernità e soprattutto ai giovani. I dati confermano: negli ultimi anni il numero degli under 40 è più che raddoppiato, dal 10% del 2000 al 25% odierno (circa 2.500 persone). Un trend al rialzo, visto che in certe regioni – Lombardia, Calabria, Sicilia, Friuli Venezia Giulia – la gran parte delle iscrizioni di quest’anno riguarda proprio i giovani. Che in qualche caso già raggiungono l’80% del totale.
Sono studenti, ricercatori, precari, liberi professionisti. Arrivano da tutti i ceti sociali ma dicono di cercare la stessa cosa nella massoneria: «Un percorso per affrontare meglio la vita di fronte alla crisi, una risposta allo smarrimento della realtà di oggi». Per il Gran Maestro Luigi Pruneti, da quattro anni a capo dell’ordine, questa è l’unica ricerca possibile: «Quelli che pensano di ottenere aiuti e agganci noi non li ammettiamo», dice. La procedura di ammissione prevede un ciclo di colloqui conoscitivi al termine dei quali l’adesione viene votata da tutta la loggia in tre sedute a distanza di un mese l’una dall’altra. Basta un solo voto contrario (motivato) per bloccare sul nascere la richiesta.
Una volta ammesso, l’apprendista, il grado più basso dei 33 previsti dal rito scozzese (quello della Gran Loggia d’Italia), partecipa alle riunioni – rigorosamente a porte chiuse ogni due settimane, più due cerimonie per i solstizi e una per celebrare la fondazione della loggia di appartenenza – ma deve osservare il “silenzio” per almeno sei mesi. Un modo per imparare ad ascoltare in vista dei “lavori” che verranno dopo: fa parte del “segreto massonico” che nessun adepto può divulgare.
Nata nella prima metà del ’700 in Inghilterra, la massoneria moderna conta in Italia tre ordini principali: la Gran Loggia d’Italia, appunto, con i suoi 10mila iscritti; il Grande Oriente d’Italia, il più grande, che raggruppa circa 21mila membri, e la Gran Loggia regolare italiana, la più piccola con 4mila aderenti.
Costituita nel 1908 da una spaccatura con il Grande Oriente, la Gran Loggia d’Italia è l’unica regolare ad ammettere, dal 1956, anche le donne. La loro presenza è in costante aumento: oggi rappresentano un quarto degli iscritti, ma sono la metà dei nuovi arrivi under 40. Tanto che a guidare la Consulta dei giovani è una ragazza, Elena Martini. Architetto di Prato, 33 anni, è entrata giovanissima – 13 anni fa – sull’esempio dei fratelli maggiori. Annuisce convinta mentre il Gran Maestro Pruneti spiega che per lui l’elemento femminile è uno dei cardini portanti della struttura. Ma a Udine, ad aggirarsi nelle sale dell’hotel Là di Moret, dove si tiene il IV Meeting dei giovani dell’ordine, ci sono più uomini che donne.
L’incontro conclusivo della tre giorni friulana, a cui ha partecipato un centinaio di iscritti, si tiene nella sala Primavera nel seminterrato dell’albergo. In teoria a porte chiuse, ma nessuno controlla gli ingressi. Giovani col simbolo di squadra e compasso appeso al collo o appuntato alla giacca prendono il caffè accanto agli invitati a un matrimonio e ai partecipanti al convegno di una casa farmaceutica. Nel parcheggio, a pochi metri dalla trafficata statale e dai centri commerciali, sono allineate tante utilitarie e pochi suv.

«un solo affare in 11 anni»
E la linea, per tutti, è la stessa. «Se cerchi l’intrallazzo sei nel posto sbagliato. Io sono in massoneria da 11 anni e l’unico affare che ho fatto riguarda un preventivo a un “fratello” per un software di gestione», si infervora Massimiliano (che peraltro chiede di non rivelare il cognome...), 38 anni, coordinatore dei giovani pugliesi. Poi c’è Roberto Capone, coordinatore dei giovani del Friuli Venezia Giulia, 42 anni: «Sono massone ma non lavoro in una multinazionale. Faccio il manager “a tempo”: insomma, sono un “precario” anch’io». E c’è addirittura chi sostiene che la massoneria può arrivare a complicarti la vita: come chi lamenta di essere stato lasciato dalla fidanzata «convinta che fossimo satanisti»