Massimo Mucchetti, Sette 13/10/2011, 13 ottobre 2011
SILVIO SBAGLIA I CONTI
Silvio Berlusconi sostiene di aver speso 320 milioni fra udienze, avvocati, consulenti e spese di giustizia (il Giornale, 3 ottobre 2011). Sommandoli al risarcimento di 564 milioni versato alla Cir per aver corrotto un giudice del lodo Mondadori, il premier lamenta: «Mi hanno portato via 25 anni di guadagni: i redditi delle mie imprese al netto delle tasse». E confessa: «La circostanza che più mi umilia è di essere dipinto come un evasore fiscale quando le mie aziende pagano più di due milioni di euro al giorno di imposte». Questi conti fanno impressione. Ma hanno un difetto: non quadrano.
All’inizio del 2010, Berlusconi sosteneva di aver sborsato 200 milioni in parcelle e quant’altro. Era già una cifra incredibile. Possibile che in meno di due anni sia aumentata di 120 milioni? I bilanci della Fininvest non spiegano se e come girino tali enormi uscite. Quelli di Mediaset, Mondadori e Mediolanum, le principali aziende del gruppo, nemmeno. Niccolò Ghedini, legale di punta di Berlusconi, dichiara un imponibile annuo di 1,2 milioni, di cui il contratto forfettario con Fininvest e Immobiliare Idra rappresenta solo una parte. Il suo collega Piero Longo qualcosa meno. Le loro parole trovano conferma negli atti di Montecitorio, essendo entrambi parlamentari del Pdl. Naturalmente, ci saranno anche giovani di studio e consulenti senior da pagare, un po’ di carte bollate e spese vive, ma per arrivare a 120 milioni in meno di due anni ce ne vuole. I casi sono due: o Berlusconi dice una bugia o i pagamenti riguardano anche molte altre persone, nel qual caso sarebbe interessante conoscere chi paghi chi, e in che modo. Siamo o non siamo nel Paese di Milanese?
Berlusconi piange miseria, ma i guadagni di 25 anni (frutto anche del duopolio collusivo con la Rai) sono ancora in buona parte salvi. Dai bilanci Fininvest risulta che i Berlusconi hanno incassato dividendi per 1,9 miliardi di euro dal 1995 in qua. Nel decennio precedente ne avevano incassati per 99 milioni, con il periodo 1991-’94 a bocca asciutta. Segno che la discesa del capofamiglia nell’agone politico non ha poi danneggiato gli affari.
Le imposte. Nel 2010, il gruppo Fininvest ne ha pagate per 247 milioni. Il 60% di competenza degli azionisti di minoranza. Silvio e figlioli ne hanno dunque pagate per 98 milioni: 270 mila euro al giorno, che son sempre soldi, ma 7 volte meno di quanto vanta il premier. E se si va indietro nel tempo i numeri restano più o meno quelli.