RAPHAËL ZANOTTI, La Stampa 15/10/2011, 15 ottobre 2011
Falsi invalidi, un conto da 90 milioni - Per i medici era totalmente cieca, ma La Stampa la leggeva benissimo
Falsi invalidi, un conto da 90 milioni - Per i medici era totalmente cieca, ma La Stampa la leggeva benissimo. Tanto da aiutare un finanziere in borghese che fingeva di aver dimenticato a casa gli occhiali. Così le Fiamme Gialle hanno smascherato una falsa invalida in quel di Lugo, provincia di Ravenna. La donna, da 25 anni, riceveva l’assegno di invalidità e dal 2008, essendosi «aggravate» le sue condizioni, percepiva la pensione di invalidità civile per cecità assoluta e l’accompagnamento. Un introito mensile da oltre mille euro per un ammontare di 43.000 negli ultimi tre anni. E dire che la non vedente di mestiere faceva la parrucchiera, girava tranquillamente per strade e mercati, si fermava davanti alle vetrine e sfrecciava per le vie del centro in sella a una bicicletta. I finanzieri l’hanno pedinata e filmata a lungo: mentre fa i capelli alle clienti ignare del suo «handicap» ma soddisfatte dell’acconciatura, mentre aspetta a un incrocio che il semaforo diventi verde, mentre schiva pali e auto parcheggiate. Pensare che nel 2008 l’oculista scriveva: «La signora conta le dita a pochi centimetri e solo se poste centralmente». La parrucchiera è stata denunciata per truffa aggravata ai danni dello Stato ma ora rischiano anche i medici delle commissioni che l’hanno visitata in questi anni conclamando la sua cecità totale. Un problema che pare esteso a tutta Italia. «Nonostante le numerose denunce da parte nostra, nessun presidente di commissione è stato mai rimosso» si lamenta Antonio Mastrapasqua, presidente dell’Inps, da tempo in trincea contro la piaga dei falsi invalidi. Negli ultimi due anni la sua unità anti-truffa ha sbugiardato migliaia di falsi invalidi. La parrucchiera di Lugo è in buona compagnia. A Treviso è stato smascherato un ballerino paraplegico. A Montesilvano i carabinieri hanno pizzicato un pensionato cieco che chiedeva indicazioni stradali su una cartina. A Trento un 70enne invalido al 100% guidava una spider (con tanto di contrassegno di invalidità sul parabrezza). A Cassino un sordo suonava nella banda. Storie di ordinaria italianità, come quella della famiglia napoletana, sedici persone, tutte invalide. O quella del perugino che, davanti al tribunale, ha sostenuto di aver recuperato miracolosamente la vista dopo un pellegrinaggio al santuario di Santa Lucia, protettrice dei non vedenti. Un mondo di furbetti che l’Inps tenta di combattere. Dal 1˚ gennaio 2010 al 31 luglio 2011 sono state arrestate 256 persone, ne sono state indagate 1439, sono state richieste quattro condanne e due sono state ottenute. E si tratta solo dei casi scoperti. «Grazie ai nostri controlli e alle successive revoche - sostiene Mastrapasqua - in due anni abbiamo recuperato 90 milioni di euro. Sempre che le nostre indagini vengano confermate in tribunale». L’Inps calcola che il 4% delle pensioni di invalidità civili erogate sia percepita indebitamente. Ma si tratta di una media, in realtà il fenomeno ha caratteristiche molto particolari. «Oggi abbiamo un campione molto mirato - spiega Mastrapasqua -. Calcoliamo età, patologia e localizzazione geografica. La maggior parte delle pensioni civili, infatti, si concentra in cinque regioni: Lazio, Campania, Puglia, Calabria e Sicilia». Un lavoro che ha portato i suoi frutti. Nel 2009 su 200.000 controlli è stato revocato l’11% delle pensioni. Nel 2010 su 100.000, il 22,9%. Si tratta di 77.000 pensioni in meno. Ma è soprattutto sul piano preventivo che si vedono i risultati. Tra il 2009 e il 2010 sono pervenute 371.872 domande in meno. «In Puglia il contenzioso è stato abbattuto del 90% - dichiara il presidente dell’Inps - Segno che non siamo più considerati il ventre molle del welfare». Si procede. Aspettando la prossima parrucchiera cieca.