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 2011  ottobre 15 Sabato calendario

L’OCULISTA GENTILE CON TRE FAMIGLIE. ALLA VITTIMA DICEVA: «IO FACCIO E DISTRUGGO. SONO DIABOLICO» —

Di giorno è il dottor Iori, «professionista eccelso, persona gentile, cortese, onesta, disponibile, sono sconvolto», scuote la testa l’ottico Agostino Balsano che affida spesso i suoi clienti e pure i genitori al primario di oculistica dell’ospedale di Crema; «competente, riservato, attento, l’ho scelto come oculista», rilancia Sandro Corallo, occhialuto dottore della Rianimazione. Di sera, quella sera, era mister Hyde, un uomo malvagio, «un diavolo — scrive il giudice Antonio Ferrari riportando le sensazioni di un testimone —. Un uomo pericoloso, freddo, crudele», capace di simulare una cenetta romantica, di sciogliere il narcotico nell’acqua per stordire l’amante e la figlia di due anni, di aprire il gas e di aspettare che stampa e tivù diano la notizia del omicidio-suicidio di Claudia Ornesi e della sua piccola Livia Iori, Iori come suo padre: lui. Dottor Jekyll e mister Hyde, dunque, secondo gli inquirenti. Da una parte l’anima bianca, il medico buono, l’insospettabile e stimatissimo primario di soli 49 anni, «una persona timida, direi quasi un francescano che arrossisce quando mi chiede la settimana enigmistica», ricorda l’edicolante dell’ospedale che un tempo vendeva il giornale anche a suo padre, primario pure lui e direttore sanitario della stessa struttura. Dall’altra l’anima nera, come pensano gli investigatori che hanno passato al setaccio la sua vita portando alla luce frasi tipo quella riferita dalla sorella della vittima: «A Claudia diceva "io faccio e distruggo, ho il pieno controllo di tutti i problemi e una reputazione da salvare. Non posso traumatizzare i miei figli, li devo preservare. Tu non puoi sapere quello che io riesco a fare. Ho sempre vinto nella mia vita. Sono diabolico"».

Ecco dove la Procura vede il movente. Non i soldi, non la passione: «La reputazione». Una famiglia, anzi, due ufficiali, da proteggere con due figli di 13 e 10 anni avuti dalla prima moglie e una di 2 avuta dalle seconda; in mezzo, la relazione semiclandestina, scomoda, con Claudia Ornesi, amante e madre di Livia, la bimba che lui non avrebbe mai voluto far nascere. «È vero — ha ammesso Iori interrogato dagli inquirenti —. Me lo rinfacciava e mi rinfacciava l’abbandono durante la gravidanza, cosa peraltro vera. Lamentava che rispetto agli altri miei figli Livia era l’ultima, vero anche questo». Vita sentimentale turbolenta, la sua.

Due anni fa, mentre stava ancora con la moglie Gabriella, aspettava due creature da altre donne, Claudia e Laura. Gabriella l’ha lasciata, Laura l’ha sposata, Claudia l’ha uccisa, ipotizza il magistrato: «È cinico fino a farsene un vanto totalmente sprezzante dei valori morali condivisi, si atteggia a superuomo nietzschiano, vale a dire al di là del bene e del male». Il delitto come fredda evenienza, come possibilità da non escludere, «come rimozione di un ostacolo all’affermazione personale», sferza.

Anche ieri, quando i carabinieri sono andati a prenderlo a casa alle sette del mattino, altra vertigine: «Era calmo, freddo, gelido ha detto solo "è un casino per il lavoro, devo sistemare tutto"». In ospedale lo aspettavano 30 interventi di cataratta. A sostituirlo c’era il giovane dottore Matteo Bazzigaluppi, che non vorrebbe parlare: «Per me è una persona normale, un po’ taciturno, un po’ schivo». Il suo amico di una vita, l’avvocato Marco Giusto, compagno di liceo classico e di molte serate, ricorda la sua «estrema riservatezza, la compostezza, l’impenetrabilità, l’onestà. Pensa che non mi aveva mai detto di quest’altra figlia».

Ricorda la gran passione di Maurizio per i Suv, l’iscrizione al Rotary ereditata dal padre e la vita frenetica. Ieri in sala d’aspetto c’erano trenta pazienti pronti ad affidare i loro occhi alle sue mani. «Mani d’oro, è un genio dell’oculistica, un medico straordinario», lo incensa l’ottico. «È un genio del male», ringhiano gli investigatori.
Andrea Pasqualetto