Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  ottobre 15 Sabato calendario

LA TAMARO SE N’È ANDATA, NON L’HO CACCIATA IO


Caro Direttore, Le invio questa lettera per precisare la mia posizione nei confronti di Susanna Tamaro, avendo rilanciato sul vostro quotidiano la questione dei rapporti tra il sottoscritto e la scrittrice, riprendendo alcune dichiarazioni da me rilasciate a Antonio Gnoli in un’intervista pubblicata su la Repubblica il 12 ottobre. Ringrazio invece la Tamaro: per la prima volta mi riconosce il merito del suo successo. Se mi avesse telefonato, le avrei però contestato almeno due gravi inesattezze. Sono costretto a farlo qui per iscritto. Cara Susanna, la memoria gioca a volte brutti scherzi. Dando per scontata la buona fede del tuo racconto, i contratti e la corrispondenza intercorsa dimostrano un’altra verità. Con l’arrivo della impareggiabile Esa de Simone come tuo agente, pretendesti di cambiare il contratto per Va’ dove ti porta il cuore, riducendo la durata da venti a sette anni, aumentando le royalties e modificando a tuo favore la percentuale sui diritti di traduzione. Richieste che ho accolto con l’evidente intenzione di continuare il nostro rapporto. Dopo la pubblicazione di Anima Mundi, durante un pranzo in Santa Maria in Trastevere, mi hai invece comunicato di avere deciso di cambiare editore e di avere già firmato un contratto con la Rizzoli. Ricordo perfettamente il mio scoramento, ma soprattutto la tua freddezza. Ti ho sempre difeso dai ripetuti attacchi dopo la pubblicazione di Anima Mundi. La storia del nostro rapporto rimane custodita nell’archivio della casa editrice.
Un autore è libero di cambiare le proprie idee politiche. La mia casa editrice è aperta a tutte le sollecitazioni sia di sinistra che di destra (abbiamo in catalogo da anni il grande libro di Von Salomon, I proscritti). Ma quale editore sarebbe così sciocco da decidere di non pubblicare più uno scrittore – da lui scoperto – che ha venduto otto milioni di copie e che è tradotto in tutto il mondo?

Alessandro Dalai (Editore Baldini, Castoldi e Dalai)