Roberto Giardina, ItaliaOggi 14/10/2011, 14 ottobre 2011
I TEDESCHI, UN POPOLO DI SINGLE
I tedeschi popolo di single, o forse no. Vivono da soli, ma non tutti sono solitari. Secondo le statistiche, è un single chi abita senza partner in un appartamento, ma non è detto che non abbia una, o più, relazioni d’amore o di amicizia. Di certo, la loro percentuale continua a crescere: oggi sono 17 milioni, poco meno di un tedesco su quattro è single.
Quindici anni fa, erano 14 milioni. E negli ultimi quattro anni, si sono aggiunti 500 mila nuovi single. Già una ventina d’anni fa, il sociologo Ulrich Beck aveva pronosticato una progressiva individualizzazione della società. Quali le cause? Troppo facile dare la colpa alla globalizzazione, come sostengono alcuni. O alla crisi, che impedirebbe ai giovani di mettere su famiglia. Un problema, senza dubbio, in Italia, ma in Germania giovani con un’occupazione fissa e un buon stipendio preferiscono non rinunciare alla loro solitudine. «Es ist fein allein zu sein» è il loro motto, come dire: è chic stare da soli. Non sempre è vero.
L’unica indagine ufficiale sul fenomeno fu svolta negli anni 90, per desiderio dell’allora cancelliere Helmut Kohl. Ne uscì un quadro in un certo senso positivo: il single, uomo o donna, era sportivo, metteva al primo posto il lavoro e la carriera, senza dimenticare di gustare le «cose belle della vita». Non era vero che i single fossero più ricchi di chi ha famiglia, e falso anche che se ne stessero a casa con una birra in mano a guardare la tv. Il single tipo è un essere sociale che ama uscire, e vedere gli amici o trovarne di nuovi. Ha una relazione con un partner che a sua volta non intende spartire la sua vita 24 ore su 24.
Il mensile Psychologie heute spiega il numero crescente dei single con l’imporsi del cosiddetto «Ich Kult», il culto dell’io, legato all’illusione che non sia possibile «un amore senza sofferenze». Ma queste tesi, critica la Frankfurter Allgemeine am Sonntag, sono prese dal saggio della giornalista americana Jilian Straus. I single a stelle e strisce sono differenti dagli europei.
È difficile trovare un partner in una grande città, e questo spiega il successo delle agenzie matrimoniali, che per la verità ormai cercano più un compagno che una moglie o un marito. Qualcuno con cui dividere il tempo libero. Se scoccherà la passione è secondario. Difficile anche nelle campagne che si spopolano: nel Baden Württemberg il 40% dei single ha compiuto i 60 anni, e la metà confessa che desidera un compagno, o avere un figlio. I single non sono tutti egoisti per scelta, a quanto pare. Ma offrono un mercato interessante e si moltiplicano le offerte rivolte a loro: esistono Single hotel che mettono a disposizione sale per incontri «spontanei» studiate appositamente, e diverse dalle hall degli alberghi classici. Ci sono ristoranti per single, i quali spesso sono malvisti dai ristoratori, perché occupano un tavolo per quattro, e di solito stanno attenti alla linea.
Non è facile cucinare un manicaretto per una sola persona. Nei manuali le porzioni sono sempre studiate almeno per quattro. E da poco si trovano annunci di agenzie che affittano cani per single: barboncini o boxer, si sa, sono ottimi per fare conoscenza durante le passeggiate mattutine o serali. Si noleggiano finché non si trova l’anima gemella. Per un weekend o per la vita.