[HUGO DIXON], La Stampa 14/10/2011, 14 ottobre 2011
Le banche europee non devono evitare gli aumenti di capitale - Non bisogna lasciare che le banche europee si sottraggano alle necessarie misure di ricapitalizzazione ridimensionando i propri bilanci
Le banche europee non devono evitare gli aumenti di capitale - Non bisogna lasciare che le banche europee si sottraggano alle necessarie misure di ricapitalizzazione ridimensionando i propri bilanci. Alcune sosterranno di poter rafforzare i propri rapporti patrimoniali tagliando i prestiti o vendendo alcune attività, senza dover ricorrere a iniezioni di liquidità dello Stato. Ma ciò potrebbe innescare una crisi ancora più grave. Nell’ottica di una singola banca, un processo di deleveraging super rapido potrebbe essere una scelta giustificata, soprattutto di fronte all’alternativa di una parziale nazionalizzazione. Forse le banche dovrebbero non solo vendere azioni a prezzi scontati, ma anche sospendere bonus e dividendi. Questo, almeno, è quanto proposto dal presidente della Commissione Europea José Manuel Barroso. Ma un’ipotesi che in un’ottica individuale appare ragionevole rischia di diventare una follia collettiva. Il settore bancario sta operando misure di deleveraging e non ha scelta, dopo la baldoria degli anni passati. Tuttavia, lo sta già facendo a una velocità tale che alcuni paesi rischiano di fronteggiare una nuova stretta creditizia. Un’ulteriore accelerazione è l’ultima cosa di cui l’economia ha bisogno. I politici non dovrebbero nutrire alcuna simpatia per i meccanismi finalizzati a mantenerei bonus o i dividendi. È del tutto legittimo pretendere che il capitale venga preservato tagliando o abolendo i pagamenti a favore degli azionisti e del personale. Ma come si può impedire alle banche di esagerare col deleveraging? Una possibilità è quella di fissare un termine rigoroso entro cui le banche dovranno soddisfare un nuovo obiettivo di patrimonializzazione, che le costringa a reperire capitale fresco anziché ridimensionare le attività. In alternativa, i politici dovrebbero stabilire una cifra assoluta che rappresenti il capitale che ogni banca dovrà reperire, e che sostituisca l’indicazione di un rapporto per le attività ponderate per il rischio. Si supponga che alla Banca A venga chiesto di reperire 3 miliardi di euro, indipendentemente da ciò che ha fatto sul fronte del deleveraging. Sarebbe ugualmente libera di ridurre il proprio bilancio. Però, avendo incassato quel capitale aggiuntivo, sarebbe molto meno incentivata a farlo.