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 2011  ottobre 20 Giovedì calendario

QUANTO COSTA SALVARE LE BANCHE EUROPEE

A prescindere da quale sarà il meccanismo scelto dai leader europei per ricapitalizzare le banche del continente servirà molto denaro: quasi 200 miliardi di euro, se gli analisti hanno ragione. Con l’aggravarsi della crisi i governi, le autorità di vigilanza e alcuni banchieri europei si sono convinti che l’unico modo di evitare il disastro sia rafforzare il capitale degli istituti. Le finanze pubbliche greche sempre più incerte e il declassamento del debito italiano rendono più probabile la ristrutturazione dei debiti pubblici, che provocherà delle perdite ai possessori dei titoli di stato.
Molti addetti ai lavori pensano a una versione europea del Troubled assets relief programme (Tarp), il programma di salvataggio introdotto nel 2008 per le banche statunitensi. Ma quant’è ampio il buco finanziario? Secondo gli analisti della JPMorgan, ci vogliono 150 miliardi di euro, che salirebbero a 230 se la crisi si aggravasse. La Nomura parla invece di 200 miliardi di euro, mentre la stima della Morgan Stanley è di 190 miliardi. Secondo la JPMorgan, gli istituti più colpiti potrebbero essere la Deutsche Bank (dieci miliardi di euro), Unicredit (otto miliardi) e Société Generale (sei miliardi). Ma se si rapportano le perdite al valore di mercato degli istituti, i casi più gravi sono la belga Kbc, la tedesca Commerz Bank e la britannica Barclays.
Come avverrebbe la ricapitalizzazione? Questo è un motivo di forti contrasti tra i politici europei, per non parlare delle banche, che in molti casi cercano disperatamente di evitare la vergogna del salvataggio statale. Il ministro delle finanze francese Francois Baroin ha detto che "la reazione, se necessaria, sarà europea e collettiva, non francese", ma alcuni funzionari europei sostengono che una soluzione comune a tutta l’area sarebbe legalmente impossibile. Gli investitori ritengono che alla fine i paesi della periferia dell’eurozona potrebbero ricorrere al Fondo europeo di stabilità finanziaria (Efsf), mentre nelle economie più grandi l’iniezione di liquidità potrebbe arrivare dai governi nazionali. "Una possibilità a cui stiamo pensando in Germania", ha detto il viceministro delle finanze tedesco Jorg Asmussen, "è il ripristino del fondo di salvataggio delle banche Soffin", istituito nel 2008 con una dotazione di 480 miliardi di euro e chiuso alla fine del 2010.
La situazione della Grecia
Anche paesi periferici come la Grecia sono nervosi. Atene ha già accesso a dieci miliardi di euro fomiti dal Fondo monetario internazionale per le prime quattro banche del paese. Se i detentori di titoli di stato greci dovessero accettare una perdita di valore del 50 per cento, gli istituti avranno bisogno di venti miliardi di euro.
Come saranno raccolti i soldi per la ricapitalizzazione? Chi ha partecipato ai colloqui a Bruxelles sostiene che sono allo studio strumenti per evitare che gli stati acquisiscano una partecipazione diretta nelle banche. "Tra le soluzioni c’è l’emissione di azioni privilegiate senza il diritto di voto", ha scritto la Morgan Stanley in una nota ai suoi clienti. Le banche avrebbero un periodo prefissato, per esempio di tre anni, per riacquistare queste quote. In alternativa le azioni privilegiate si convertirebbero in azioni ordinarie.

Financial Times