Walter Riolfi, Il Sole 24 Ore 14/10/2011, 14 ottobre 2011
L’ALGORITMO CHE HA DECISO IL RIBASSO SENZA DARE SPIEGAZIONI
Perché scendono le borse? Si domandavano sgomenti parecchi operatori europei fin dalla prima mattinata. E c’era chi adduceva la «lenta» crescita cinese, chi puntava il dito sulle «divergenze tra i desiderata dei governi (forse alludendo alla Francia) e il rigore della Bce», chi prendeva a pretesto le perplessità del presidente di Deutsche Bank, chi s’accorgeva che il piano europeo per ricapitalizzare le banche «difettava di credibilità». E al coro europeo di chi finalmente aveva scoperto l’ovvio, s’aggiungevano nel primo pomeriggio le lamentazioni d’Oltreoceano: sul «rallentamento dell’economia globale» e sulla vulnerabilità degli Usa alla crisi dei debiti europei. La cosa più intelligente l’ha sintetizzata un trader parigino: «È solo una questione di psicologia e non di fatti nuovi», ha dichiarato a Reuter, aggiungendo che, dopo la recente «eccessiva euforia», era meglio portarsi a casa un po’ di profitti giocando nel breve con la «leva delle opzioni».
È probabile che quest’ultimo trader fosse più informato degli altri. E forse è tra quelli che, verso le 17.30 di mercoledì, avevano ricevuto dei segnali di vendita dai maggiori broker americani. Alcuni gestori di hedge fund hanno raccontato d’essere stati avvisati da certe loro controparti di Wall Street che stavano partendo ordini di vendita dalle black box messe a punto dai Cta americani. I Cta, ovvero i Commodity trading advisor, sono società specializzate nel consigliare gli investitori sul da farsi mediante i future sulle materie prime e le valute: in realtà, sono una sorta di hedge fund che muovono migliaia di miliardi di dollari. Verso la metà dello scorso decennio avevano sviluppato queste black box, computer sofisticati, lontani eredi dei sistemi computerizzati di trading che qualche terremoto crearono a Wall Street fin dal 1987. Funzionano in base a dati che arrivano dall’analisi tecnica che algoritmi sempre più sofisticati elaborano senza alcun intervento umano.
Insomma, da queste scatole nere sono partiti ordini di vendita sulle materie prime. Il primo segnale lo si sarebbe visto mercoledì, poco dopo le 19, quando il future sul petrolio ha cominciato a calare. Il movimento s’è ripercosso immediatamente sul cambio euro/$ e alle 20.35 s’era trasferito anche sul future S&P500, che difatti ha perso 15 punti (oltre l’1%) in meno di due ore. Nella mattinata di ieri, verso le 9.35, si comincia ad avvertire qualche tensione sul cambio (€/$) e alle 9.53 inizia a scendere precipitosamente il future S&P, imitato da quello sul petrolio e infine dall’indice Stoxx.
A sentire la gente dei Cta, sembra che queste macchinette siano formidabili nelle inversioni di tendenza (la chiamano Counter Trend questa strategia) e si sa che i primi ad approfittarne sono anche quelli che fanno più soldi. Non sappiamo quanto questi algoritmi siano utili ai mercati, visto che "decidono" senza farsi condizionare da «alcuna umana emozione» e informazione economica. In ogni caso hanno un vantaggio sui tradizionali operatori: ed è quello di vendere e comperare senza dare le banali spiegazioni che si sono sentite in questi giorni sulle borse europee e americane. Continueranno a vendere le macchinette? E chi lo può dire data l’imperscrutabilità degli algoritmi.