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 2011  ottobre 14 Venerdì calendario

ALTRI 20 MILIARDI ENTRO FINE MESE

Il Tesoro ha raccolto nella prima metà di ottobre 16 miliardi di euro: 9,5 con i BoT a 12 mesi e 74 giorni e 6,5 ieri con i BTp a 5, 7, 10 e 14 anni. L’importo è stato finora consistente ma il Mef si trova solo a metà dell’opera, per questo mese: entro fine ottobre sono programmate altre aste a breve e medio termine, per un totale stimato dagli addetti ai lavori attorno ai 20 miliardi.

Il 31 del mese corrente scadono infatti BoT a 6 mesi per 8,525 miliardi e ne potrebbero essere offerti il 26 ottobre in roll-over almeno 8 miliardi assieme ai CTz con un importo possibile tra 2 e 3 miliardi. Il 27 ottobre sarà il turno dei BTp indicizzati all’inflazione, con un ammontare atteso tra 0,5 e 1 miliardo. Il collocamento più impegnativo sarà quello del 28 ottobre, con CcT e BTp e tre e dieci anni per altri 9 miliardi.

Questa seconda ondata di aste cadrà tra il vertice dei capi di Stato europei del 23 ottobre e il G20 a Cannes del 3-4 novembre: per quell’epoca, tutti i nodi della crisi del debito sovrano europeo dovrebbero essere stati sciolti, stando alle roboanti promesse dei leader Merkel e Sarkozy. L’offerta dei titoli di Stato italiani a fine ottobre potrebbe registrare, alla luce di una risoluzione del problema della Grecia e della ricapitalizzazione delle banche europee, un’ulteriore riduzione dei rendimenti. Al contrario, se l’Unione europea dovesse deludere le alte aspettative dei mercati - una specialità di Bruxelles - il costo della raccolta per l’Italia potrebbe continuare a orbitare su livelli inadeguati.

Chiuso ottobre, comunque il Tesoro dovrà affrontare sul mercato primario due mesi molto impegnativi per il rifinanziamento del debito pubblico entro fine anno (sul medio-lungo termine si prevedono emissioni per altri 30 miliardi). Le emissioni durante l’estate sono state limate e quindi le aste negli ultimi due mesi dell’anno potrebbero risultare più cariche. In aggiunta, negli ultimi due mesi dell’anno scadranno oltre ai soliti BoT (10,1 miliardi di BoT a un anno mesi e 17,6 miliardi di BoT a sei mesi), solo 15,4 miliardi di CcT (il primo novembre): le emissioni nette dei titoli di Stato italiani a medio-lungo termine complessivamente nel quarto trimestre dell’anno dovrebbero ammontare a circa 36 miliardi, l’importo più elevato dei collocamenti al netto dei rimborsi dell’intero 2011.

Il Tesoro ha già annunciato per questo trimestre l’arrivo di un nuovo BTp a tre anni (scadenza novembre 2014) mentre potrebbe slittare all’anno prossimo il debutto di un nuovo BTp a trent’anni. Le scadenze extra-lunghe sono ostiche di questi tempi: neppure la Germania è riuscita questa settimana a collocare i suoi Bund trentennali con successo.

Nel 2011, l’Italia si confermerà primo emittente di titoli di Stato in euro. E così sarà anche per il 2012: l’anno prossimo il fabbisogno italiano calerà rispetto a quest’anno, per il taglio del deficit/Pil, ma intanto i titoli in scadenza saranno particolarmente pesanti.