DIno Martirano, Corriere della Sera 14/10/2011, 14 ottobre 2011
CASO SULL’INGRESSO DI ALBERTONI NEL CSM. ELETTO MA NON SI SA SE HA I REQUISITI —
Il professore Ettore Adalberto Albertoni, eletto con 609 voti lo scorso 4 ottobre dal Parlamento in seduta comune, non ha ancora preso possesso del suo scranno di consigliere laico al Consiglio superiore della magistratura. Anzi, il docente di Sesto San Giovanni (classe 1936), fortemente sponsorizzato dalla Lega, questa settimana ha chiesto al vicepresidente Michele Vietti 12 giorni di tempo per presentare alla commissione Verifica titoli di Palazzo dei Marescialli la documentazione necessaria per dimostrare la sussistenza dei titoli: professore ordinario di università in materie giuridiche o avvocato con quindici anni di esercizio (articolo 104 della Costituzione).
Per la prossima settimana, o quando sarà pronto il curriculum del professor Albertoni, la commissione Verifica titoli dovrà fare il punto sui requisiti del neo consigliere e quindi dare il via libera al giuramento previsto al Quirinale nelle mani del presidente dell Repubblica, che del Csm è il presidente.
L’anomalia, se tale può essere definita, sta nel fatto che Albertoni non è docente di materie giuridiche (ha insegnato fino al 31 ottobre 2010 Storia delle dottrine politiche all’Università degli studi dell’Insubria di Como) e attualmente non è neanche avvocato, come hanno potuto facilmente verificare gli uffici del Csm.
In realtà, il professore amato dalla Lega avrebbe riferito a voce al Csm di aver esercitato l’attività forense a Milano dal ’75 al ’90. Quindi i 15 anni di «anzianità» ci sarebbero tutti ma non sono attuali. Tanto che a Palazzo dei Marescialli stanno scartabellando negli archivi per cercare qualche precedente visto che gli avvocati eletti al Consiglio — da Marcello Gallo a Carlo Federico Grosso, fino a Guido Calvi — spesso hanno ambedue i requisiti richiesti dalla Costituzione: sono iscritti all’ordine al momento dell’elezione e sono anche docenti di materie giuridiche.
Ora alla commissione Verifica titoli — composta dai consiglieri Nappi (presidente), Zanon e Virga — spetta il compito di sciogliere un nodo che non si era mai presentato: i 15 anni di attività forense sono tali da costituire requisito valido per la proclamazione al Csm anche se in seguito è intervenuta una cancellazione dall’ordine. A rigore sì, perché gli avvocati eletti dal Parlamento si devono pur sempre cancellare dall’albo. Eppure da giorni a Piazza Indipendenza non si discute d’altro.
Detto questo il professor Albertoni — che tra il 2002 e il 2003 ha rappresentato il Carroccio al Consiglio d’amministrazione della Rai (il famoso Cda «Smart», quando rimase solo con Baldassarre presidente dopo le dimissioni di Zanda e di Donzelli e l’atto di presenza di Staderini) ha fama di essere un ottimo storico con studi approfonditi e molte pubblicazioni su uno dei padri del federalismo, Carlo Cattaneo. E Luigi Zanda, oggi vicecapogruppo dei senatori del Pd, traccia un profilo assai lusinghiero del professore: «E’ una persona per bene, con tratti antichi da gentiluomo che di questi tempi non guastano mai, cui devo la conoscenza di molti libri di Cattaneo».
Dino Martirano