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 2011  ottobre 13 Giovedì calendario

Pietro, 20 anni, “Papà mi consiglia: studia filosofia, non recitare” - Gli occhi blu sono della madre, il naso deciso ricorda subito il padre, ma l’andatura dimessa, la vaga ironia, il modo curioso di essere insieme timido, impacciato e intraprendente, è tutto suo

Pietro, 20 anni, “Papà mi consiglia: studia filosofia, non recitare” - Gli occhi blu sono della madre, il naso deciso ricorda subito il padre, ma l’andatura dimessa, la vaga ironia, il modo curioso di essere insieme timido, impacciato e intraprendente, è tutto suo. Un certo-non-so-che perfetto per una carriera che non ha ancora scelto, ma che gli si apre davanti, inevitabile, come spesso accade ai figli d’arte. Vent’anni tra pochi giorni, Pietro Castellitto interpreta in E’ nata una star? di Lucio Pellegrini, il suo primo ruolo da protagonista, un ragazzo senza doti che scopre all’improvviso di averne una, perfetta per diventare pornostar. Come è entrato nel personaggio di Marco? «Ci sono entrato mentendo, ho tante qualità, ma non un coso di 30 centimetri. Comunque il film, più che di parlare di uno con un pisellone enorme, racconta di una famiglia che si spacca in due davanti a una scoperta inattesa». Una famiglia che non si è accorta di nulla. Nella sua, cose del genere potrebbero mai accadere? «Non credo, mi sembrano fatti che possono succedere nelle famiglie dove i genitori sono separati, oppure in quelle unite, ma noiosissime. No, nella mia famiglia se ne sarebbero accorti, anche se in effetti è tanto che non mi vedono nudo...». Il cinema è un gioco oppure è il suo mestiere? «Per ora è la cosa che ho fatto di meno. E’ capitato che abbia recitato in tre film, La bellezza del somaro , Venuto al mondo e ora questo, ma sono iscritto a Filosofia, ho dato 5 esami, e, per adesso, voglio fare quello. Nella recitazione mi sfogo, anche se, certo, mi è sempre piaciuto far ridere». Che cosa dicono i suoi genitori delle sue prove sul set? «Mio padre voleva tutto tranne che facessi l’attore, aveva paura che mi montassi la testa, che mi creassi delle illusioni, preferisce che studi, è capace di stare le ore a sentirmi pronunciare aforismi di filosofia. Mia madre, invece, è divertita. Diciamo che adesso sono tutti e due contenti e rassegnati, soprattutto soddisfatti di questa mia prima esperienza di cinema extra-familiare». E’ difficile avere due genitori così celebri e così apprezzati? «Non ho mai vissuto la circostanza in modo innaturale, sarebbe innaturale vantarsene, questo sì. Il mio cognome è quello che è, certo, sono figlio di uno dei più importanti attori italiani e di una delle più importanti scrittrici italiane, questo vuol dire che parto da 100 e che la cosa più facile è scendere a 99. Insomma, sono tutti lì pronti a dire, "sì, vabbè, è bravo, però..."». Suo padre le ha mai dato consigli? «Eccome! Di tutto di più. Mi ha sempre detto tantissime cose, per esempio quando guardiamo la tv capita che mi dica "guarda, lo vedi quello? E’ un cane, osservalo bene e fai l’opposto». Come è nata la sua passione per la filosofia? «Ho iniziato ad avvicinarmi alla materia leggendo Nietzsche, l’anno scorso l’ho letto praticamente tutto. E’ una materia che mi piace moltissimo, in realtà, per dare gli esami, mi accorgo di leggere libri che leggerei a prescindere».