[JOHN FOLEY, EDWARD HADAS], La Stampa 13/10/2011, 13 ottobre 2011
Passo falso della Cina Anche Pechino entra nel club dei poco credibili - Le quotazioni azionarie balzarono del 10% in un solo giorno tre anni fa, quando la Cina annunciò che avrebbe acquistato titoli bancari sul mercato
Passo falso della Cina Anche Pechino entra nel club dei poco credibili - Le quotazioni azionarie balzarono del 10% in un solo giorno tre anni fa, quando la Cina annunciò che avrebbe acquistato titoli bancari sul mercato. Lunedì un annuncio analogo ha prodotto uno spostamento quasi impercettibile delle quotazioni. La differenza sta nella credibilità. La crisi finanziaria ha dimostrato che i governi di tutto il mondo hanno una capacità limitata di migliorare le cose. La credibilità di Pechino è ancora considerevole. L’economia del paese è cresciuta per decenni a tassi vicini a due cifre. La Cina ha anche saputo gestire la prima ondata della crisi con risultati migliori rispetto alla maggior parte dei paesi. Nel 2008, gli acquisti azionari sono stati seguiti da uno stimolo fiscale di 585 miliardi di dollari. La crescita del Pil ha subito una flessione molto contenuta nonostante il brusco calo dell’export. Ma lo stimolo cinese ha avuto i risvolti negativi. L’inondazione di liquidità ha favorito un’allocazione non ottimale dei capitali, ha stimolato la speculazione immobiliare, ha creato un terreno fertile per agenzie di credito sospette alternative alle banche e ha aggravato l’inflazione. Oggi gli investitori, non avendo più la certezza che il governo sia in grado di controllare la situazione, temono che nuove misure di stimolo possano solo esacerbare le tensioni finanziarie. La Cina si è accodata solo ultimamente alla tendenza globale verso la perdita di credibilità. Dopo quattro anni di crisi a raffica e crescita deludente, è difficile che gli investitori - o gli elettori credano ciecamente a dichiarazioni ufficiali in cui si afferma che presto saranno ristabilite condizioni di prosperità. Le nazioni in via di sviluppo hanno avuto meno problemi economici, ma la Cina sta seguendo le orme del Brasile, che ha scoraggiato gli investitori esteri con ripetuti tentativi di controllare il valore della divisa. Le autorità annaspano per due ragioni. In primo luogo, cercano di soddisfare gli interessi di troppe persone promettendo a ognuno qualcosa. In secondo luogo, le esportazioni stanno andando male. La credibilità perduta rappresenta un danno enorme.