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 2011  ottobre 13 Giovedì calendario

Palma: “Il Csm non revocherà il capo degli ispettori Miller” - Un’amnistia mascherata? Suvvia, si abbia il coraggio di riconoscere che già oggi in molte procure i capi degli uffici hanno dato direttive molto precise di non trattare fascicoli destinati alla prescrizione nel giro di un paio d’anni

Palma: “Il Csm non revocherà il capo degli ispettori Miller” - Un’amnistia mascherata? Suvvia, si abbia il coraggio di riconoscere che già oggi in molte procure i capi degli uffici hanno dato direttive molto precise di non trattare fascicoli destinati alla prescrizione nel giro di un paio d’anni. Dov’è finita l’obbligatorietà dell’azione penale?». Certo, non deve essere piacevole la condizione in cui si trova Francesco Nitto Palma, da poche settimane ministro della Giustizia. Perché ormai il Parlamento naviga a vista, non sapendo neppure fino a quando reggerà il governo. Insomma, non si possono fare progetti a medio e lungo periodo. E la quotidianità risente molto degli umori della maggioranza e dei desiderata del principe, di Silvio Berlusconi. L’ultima novità è che quella che doveva diventare una battaglia campale, la riforma della legge sulle intercettazioni, viene congelata mentre la maggioranza tenta l’affondo sulla prescrizione breve, «un’amnistia mascherata», secondo il vicepresidente del Csm, Michele Vietti. «Un’amnistia permanente», per l’Anm. Ministro Palma, proprio il vicepresidente Vietti ha di nuovo ricordato che la Terza commissione di palazzo dei Marescialli sta studiando la possibilità di richiamare in servizio Arcibaldo Miller, oggi capo degli ispettori di via Arenula. «Non credo che il Csm possa arrivare a tanto. È singolare che la pratica si sia mossa il giorno dopo che ho firmato le inchieste ispettive a Napoli e Bari. Cosa accadrà se il giorno dopo l’iniziativa di un pm contro un politico magari del mio schieramento decido di inviare in quella procura un’ispezione? Denunceranno le intimidazioni del ministro?». Insomma, quella che brandisce come ipotesi è una ritorsione del Csm. Ma le ispezioni a Napoli e Bari erano proprio necessarie? La giunta esecutiva dell’Anm si dichiara preoccupata e perplessa e vede nelle ispezioni un rischio di interferenza sullo svolgimento dell’attività giudiziaria. «Che dovevo fare? Un mese fa alcuni parlamentari del Pdl hanno presentato interrogazioni sul caso Napoli denunciando violazioni gravi. Alcuni parlamentari del Pd, invece, si sono rivolti a me sollevando il tema dei ritardi volontari del procuratore di Bari nella chiusura di indagini importanti. Faccio quel che devo fare: attivo gli accertamenti preliminari sollecitando le procure generali di Napoli e Bari ad acquisire elementi per valutare i fatti. Acquisisco materiali e arrivo alla conclusione che i fatti denunciati hanno una loro apprezzabilità. Dispongo le inchieste per approfondire i problemi. È mio dovere farlo. All’esito delle ispezioni si deciderà se esercitare o meno l’azione disciplinare. Aggiungo che Napoli non ha alcun processo». Il procuratore di Napoli, Giandomenico Lepore, denuncia l’ispezione come un tentativo di delegittimazione del suo ufficio. «Esiste in questo Paese un principio di legalità? Qualcuno può ritenere che il ministro della Giustizia a cui la Costituzione affida il potere di esercitare l’azione disciplinare, debba far finta di nulla? Come se di fronte a un politico che commette reati il pm o la polizia giudiziaria volti le spalle facendo finta di nulla? Se accadesse questo come reagirebbe l’opinione pubblica?». Ministro, l’opposizione ipotizza che avete agitato lo spauracchio della legge sulle intercettazioni mentre il vostro vero obiettivo era quello della prescrizione breve, ovvero la legge sul processo breve. Attraverso queste norme metterete in sicurezza il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, che non rischia più di essere condannato per la corruzione Mills. «Fare questa affermazione oggi mi sembra un’esibizione di trasformismo propagandista. Fino a ieri l’impegno dell’opposizione era quello di accusare noi di voler piegare la legge ai processi che vedono coinvolto Silvio Berlusconi. In realtà, l’emendamento Costa riprende il testo Mastella sulle intercettazioni. E non riesco a capire come quel testo possa influenzare i processi di Berlusconi visto che si applica solo ai procedimenti iniziati dopo l’entrata in vigore della legge». Condivide la decisione, sostenuta dalla Lega e accolta dal capogruppo Pdl Cicchitto, di rinviare la legge? «Sì, perché il rinvio consente di prendere tempo, di stemperare il clima di tensione, di far rientrare quell’eccesso di surriscaldamento che si era prodotto. Abbiamo bisogno di un dibattito sereno per approvare una legge corretta». Ma intanto l’opposizione, il Csm, l’Anm gridano allo scandalo per la legge che sta per approdare al voto dell’aula al Senato. Il processo breve per salvare Silvio Berlusconi dalle condanne. «Ho letto che salterebbero centinaia di migliaia di processi. Un milione, addirittura. Oggi, ad esempio, per taluni reati i tempi di prescrizione sono di 7 anni e 6 mesi. Scenderebbero a 7 anni. Il tempo medio di celebrazione del giudizio d’appello è di 2 anni e 8 mesi. In Cassazione di 8 mesi. Non capisco perché si debbano personalizzare i processi. Nei fatti, l’amnistia strisciante già c’è. Quanti fascicoli rimangono inevasi sulle scrivanie dei sostituti procuratori?». In commissione giustizia del Senato, l’opposizione sta cercando di praticare l’ostruzionismo... «Che lo faccia, è nel loro legittimo potere parlamentare. Nessuno scandalo».