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 2011  ottobre 14 Venerdì calendario

È ORA CHE IL PREMIER SI FACCIA DA PARTE CI HA TRADITO ANCHE SULL´AGENDA DI PONTIDA"


- MILANO - Flavio Tosi si toglie il bavaglio. I sindaci leghisti, ha ordinato una circolare del Carroccio, non possono parlare di politica nazionale. Ma lui, primo cittadino di Verona finito nel mirino degli iperbossiani, non rinuncia a dire la sua su quanto sta accadendo nel centrodestra: «Berlusconi si faccia da parte, ci vuole un nuovo governo, con una maggioranza più solida».
Dunque il premier, con il suo discorso alla Camera, non l´ha convinta...
«Ho cominciato a dirlo dopo la tornata amministrativa e i referendum, adesso ne sono ancora più convinto: ci vuole una premiership forte e credibile. Più passa il tempo e più mi convinco che Berlusconi non sia in grado di mantenere le scadenze prefissate e gli impegni concordati».
Lo ha spiegato a Bossi?
«A Pontida il nostro segretario federale gli ha dato un ultimatum preciso: tre mesi per fare le cose di cui il Paese ha bisogno. Non è successo niente, siamo agli sgoccioli e si va avanti a colpi di fiducia».
E ogni volta il governo la sfanga...
«Sì, ma solo quando mette la fiducia. Nelle votazioni normali continua ad andare sotto. E mai per colpa della Lega, che dimostra di essere leale anche quando per farlo bisogna buttare giù bocconi amari. È a Berlusconi che mancano i pezzi».
Come se ne esce?
«Con un a maggioranza non diversa, ma più ampia di quella attuale. E, ovviamente, con un altro presidente del Consiglio. Una nuova premiership, penso ad Alfano o a Maroni, renderebbe possibile il dialogo per allargare la compagine di governo».
Allargare a chi?
«In Parlamento ci sono forze che facevano parte della coalizione premiata dagli elettori nel 2008, e che adesso non ci sono più».
Sta dicendo che bisogna ricucire con Fini?
«C´è anche Casini. Basta leggere i giornali: fin ché c´è Berlusconi i voti sono risicatissimi. È lui l´ostacolo che impedisce ogni dialogo con i potenziali interlocutori. Guardi che non sto parlando di formule astratte, io penso ai problemi veri del Paese. Come la giustizia, che non significa avere l´ossessione delle intercettazioni, ma affrontare il problema della sua scandalosa lentezza, che penalizza tutti i cittadini».
Ma finché c´è Berlusconi...
«Con lui di giustizia si fatica a parlare, perché confonde i due piani».
Lei dice che anche oggi la fiducia ci sarà.
«Tendenzialmente sì. Anche se il malumore è crescente. E anche se da domani torneranno a porsi gli stessi problemi. Io penso che Berlusconi, per senso delle istituzioni, dovrebbe fare un passo indietro. Per il resto mi riconosco pienamente nelle parole sagge di Napolitano».
E cioè?
«Il Capo dello Stato non ha fatto nulla per mandarlo a casa, ma ha aggiunto che il premier deve essere credibile e avere la forza per governare».
Un pronostico: quando si vota?
«È impossibile vivacchiare in questo modo fino al 2013. A impedirlo sono l´Europa, i mercati, la Bce, i cittadini. Se invece ci fosse subito un cambio al vertice, credo si possano creare le condizioni per arrivare alla scadenza naturale della legislatura. Però facendo le cose necessarie per il Paese».
Bossi non lo molla, l´«amico Silvio»...
«Eh, qualche messaggio lo ha già mandato. Prima delle elezioni ha detto che se si fosse persa Milano la responsabilità sarebbe stata tutta del premier. E adesso non dice più "con Berlusconi fino alla morte", ma "vedremo fino a quando si potrà andare avanti"».
Però anche la Lega qualche problemino al suo interno ce l´ha...
«È un passaggio delicato, sulle questioni interne al movimento non ho detto e non dirò mai nulla».
Ma il bavaglio se l´è tolto, anche ieri sera in tv, nonostante la famosa circolare.
«Siamo un movimento democratico, ho sempre sostenuto quello che penso. La circolare vieta solo di andare "fuori linea", io cerco di interpretare la linea della Lega».