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 2011  ottobre 12 Mercoledì calendario

RAI, APPELLO DEI PRODUTTORI TV: PAGATECI FICTION E DOCUMENTARI - ROMA

Lorenza Lei, direttore generale della Rai, ha ricevuto ieri una lettera di quelle che vorresti non ricevere mai. La lettera dei creditori. E la firma è di quelle pesanti: in fondo Fabiano Fabiani, a Viale Mazzini, è stato "solo" direttore del telegiornale, vice direttore generale e consigliere di amministrazione (sia pure in epoche diverse).
Stavolta Fabiani scrive nelle vesti nuove di presidente dell´Apt, associazione dei produttori tv: sono le aziende che confezionano e vendono programmi alla Rai. La richiesta di Fabiani è semplice: vogliamo ricevere i soldi che ci dovete per contratto. Alla televisione di Stato, i produttori dell´Apt hanno fornito linfa vitale: fiction e documentari per i tanti canali tv, ad esempio. Ma il giusto compenso non arriva. Per questo Fabiani - in una lettera ferma, anche se non aggressiva - chiede che Viale Mazzini trovi la liquidità per "evadere" tutte le fatture. Adesso.
La giornata televisiva è segnata anche dalla "assoluzione" del premier Berlusconi. L´Autorità Antitrust italiana - rivela Paolo Gentiloni del Pd - rifiuta di aprire un´indagine sul presidente del Consiglio, a dispetto della condanna esemplare che il governo ha ricevuto in sede Ue. Il caso è quello dei decoder per il digitale terrestre.
Le Leggi Finanziarie del 2004 e del 2005 crearono un fondo milionario che permise di assegnare un contributo di 150 euro e poi di 70 euro ad ogni telespettatore deciso a comprare un decoder per il digitale terrestre. Questi aiuti vennero dichiarati illegittimi dalla Commissione Europea (nel 2007), dal Tribunale Ue di primo grado (nel 2010) e dalla Corte di Giustizia di secondo grado (nel 2011). Erano illegittimi perché premiavano una sola tecnologia (il digitale terrestre di casa Mediaset) ignorando gli altri tipi di decoder come quello satellitare.
Alla luce di questa condanna, il 14 settembre Paolo Gentiloni presenta un esposto all´Autorità Antitrust italiana, che sostiene questa tesi. Se il premier ha firmato le Finanziarie del 2004 e 2005, se i contributi ai decoder hanno dato un vantaggio alla sua principale azienda (Mediaset), se questi contributi sono illegittimi alla luce delle sentenze europea; se queste premesse sono tutte vere, allora Berlusconi andrebbe sanzionato in base alla Legge Frattini sul conflitto d´interessi.
Il ragionamento fila, ma non per l´Autorità Antitrust italiana che pronuncia il 3 ottobre la sua "assoluzione" per Berlusconi. In una sua lettera, Luigi Fiorentino - segretario generale della Autorità Antitrust - spiega che la prima Legge Finanziaria (quella del 2004) venne approvata il 24 dicembre del 2003. Siamo alcuni mesi prima, dunque, del varo della Legge Frattini sul conflitto di interessi. Per questo, l´Antitrust non può agire.
La Finanziaria del 2005 invece sembra ricadere nella sfera d´azione della Legge Frattini. Ma l´Antitrust spiega che neanche in questo secondo caso può applicare le regole sul conflitto. Il motivo? Le norme - anche se ormai approvate dal Parlamento - non avevano ancora piena «efficacia giuridica». Perché fossero vincolanti, necessitavano di una delibera attuativa che sarebbe arrivata solo dopo il varo della Finanziaria del 2005. Berlusconi, dunque, "assolto". Con buona pace dell´Europa.