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 2011  ottobre 13 Giovedì calendario

IL TAPPO DEI 15 OCCUPATI È UN TABÙ

La consapevolezza che l’economia del nostro paese è un ammalato grave che ha bisogno di cure è ormai ampiamente diffusa anche se si cerca ancora di minimizzare i problemi. Si dice che il nostro tasso di disoccupazione è poco oltre l’8% e quindi inferiore a quello di Germania e Francia.

Dimentichiamo però che, per fare un paragone corretto, dovremmo aggiungere coloro che sono in cassa integrazione, il sovraccarico di dipendenti pubblici (stimabile in circa un milione) e coloro che sono già in pensione per ragioni di età ma che, se fossero cittadini tedeschi o francesi, sarebbero al lavoro.

Con queste correzioni emerge, in tutta evidenza, che il nostro tasso di disoccupazione è di gran lunga superiore a quello dei paesi europei a noi più paragonabili e che l’occupazione è il problema centrale e per noi ineludibile.

A me pare che la soluzione potrebbe essere meno difficile di quanto si possa pensare perché noi siamo inevitabilmente condizionati da rigidità ideologiche, assorbite durante decenni, al punto da non riusciamo a vedere nemmeno le cose più evidenti. Siamo ingombrati da idee sbagliate che ci condizionano tutt’ora.

Vi sono almeno 100 mila aziende in Italia che potrebbero assumere, ma non lo fanno, per non cadere nella normativa dello Statuto dei lavoratori. Una legge,non dimentichiamolo, di oltre 40 anni or sono, scritta quando il capitalismo veniva dato per spacciato e le economie di stato sembravano destinate ad un luminoso futuro.

Questa legge impone alle imprese che superano i 15 dipendenti rigidità e costi impensabili in qualunque paese moderno. Non vi è da meravigliarsi quindi che molti imprenditori si fermino a quella soglia. Dobbiamo pensare che l’economia non è, per sua natura, statica ma è formata da tantissime realtà in movimento. Se noi impediamo di crescere a chi sta crescendo, non evitiamo, con ciò, che, chi sta calando, continui a farlo. Ne deriva un effetto complessivo che è deprimente sull’economia. Né poi ci possiamo lamentare che le nostre imprese sono piccole se le sovraccarichiamo di vincoli non appena superano i 15 dipendenti. Non dimentichiamo che 15 dipendenti di 40 anni fa (quando non c’era né la Ue, né la globalizzazione) sono cosa ben diversa dai 15 di oggi.Ecco quindi che, se si alzasse questo limite almeno a 30 o se si graduassero le rigidità della legge, si potrebbe ottenere un risultato immediato e consistente a costo zero. Il nostro paese è pieno di risorse, imprenditorialità diffusa, lavoratori capaci. Dobbiamo solo superare vecchi condizionamenti e saper guardare ai problemi per quello che sono.