Franco Bechis, Libero 13/10/2011, 13 ottobre 2011
SANTORO SI LAMENTA MA SUI SUOI AFFARI «LIBERO» HA RAGIONE
Gentile Direttore, nell’articolo di mercoledì 12 ottobre di Franco Bechis che riguarda le nostre future iniziative si fa riferimento ai miei inesistenti compensi. Mi augurerei che il vostro giornale continui a svolgere nei nostri confronti una necessaria azione di controllo senza ricorrere alla pubblicazione di dati inventati di sana pianta. Fermo restando la vostra più completa libertà di critica siamo pronti a fornirvi tutte le informazioni utili per informare correttamente i vostri lettori. Cordiali saluti.
Roma, 12 ottobre 2011
Michele Santoro
Gentile Santoro, Lei ha ogni diritto di replica, ma non quello di inventarsi di sana pianta frasi o articoli mai scritti né pubblicati. Non le ho attribuito un compenso di 810 mila euro, ma ho scritto che i suoi soci di minoranza le hanno evidentemente attribuito un valore di 810 mila euro. Questo è scritto nel bilancio e negli atti societari depositati alla Camera di commercio dalla Zerostudio’s srl che lei Santoro ha fondato insieme alla sua signora, Sanja Podgajski. Il dato è semplice: voi due coniugi avete costituito la vostra società mettendoci 60 mila euro. A metà settembre avete aumentato il capitale a 100 mila euro, mettendo di tasca vostra un euro per ognuna delle 100 mila azioni esistenti. La settimana dopo avete fatto un aumento di capitale da 100 mila a 190 mila euro nominali, mettendo in circolazione 90 mila azioni nuove per i soci di minoranza. Se voi avete pagato 100 mila euro per 100 mila azioni, loro avrebbero dovuto pagare 90 mila euro per 90 mila azioni. E invece ne pagano 900 mila, con un sovrapprezzo di 9 euro per azione. C’è una differenza di 810 mila euro. Perché?
Nelle società per azioni il sovrapprezzo paga l’acquisto di una quota di maggioranza, e non è questo il caso, perché i suoi soci resteranno in minoranza. Oppure paga l’avviamento di una società. Ma questo avviene per società avviate, che hanno già business floridi e investimenti realizzati. Non è questo il caso dello Zerostudio’s. Vogliamo dare un’occhiata al suo bilancio 2010? La società ha fatturato 0 euro. Il risultato è stato un rosso di 52 euro. Ha speso per servizi 15 euro (una corsa in taxi?) e ha avuto “oneri diversi di gestione” per 37 euro. Costi della produzione: 52 euro, che sono uguali alla perdita visto che non ha incassato nulla. Zero immobilizzazioni materiali e immateriali: non ha immobili né titoli di Stato o obbligazioni.
Lei spenderebbe 810 mila euro per una quota di minoranza di una società così? Naturalmente no. E allora perché l’hanno fatto i suoi soci? Perché hanno dato quel prezzo all’unico valore aggiunto che la società ha: il conduttore tv Michele Santoro. L’hanno valutata come si fa con un calciatore o un artista di grido. E lei si dispiace? Pensa che il prezzo sia basso? Difficile valutare: se la sua nuova avventura tv funzionerà, sarà un ottimo investimento da cui rientrare. Se invece perderà soldi i suoi soci dovranno mettere nuovi capitali per andare avanti. Da parte mia non posso che farle i migliori auguri…
Franco Bechis