I. B., Il Sole 24 Ore 133/10/2011, 14 ottobre 2011
FIASCO DEI BUND A 30 ANNI VENDUTI PER SOLI 1,6 MILIARDI
Se le aste italiane hanno il problema di chiudersi a rendimenti troppo elevati, quelle tedesche stanno vivendo il problema opposto, con insuccessi causati da tassi in assegnazione troppo stracciati. Ne è la prova il Bund a 30 anni, collocato ieri a un rendimento del 2,82 per cento e bocciato dagli addetti ai lavori come un vero e proprio fiasco.
La Germania ha proposto 2 miliardi di questi Bund trentennali ma le richieste pervenute all’agenzia del debito tedesca sono state parecchio inferiori, per soli 1,777 miliardi: l’asta è stata collocata per 1,625 miliardi con i rimanenti 375 milioni sottoscritti dalla Bundesbank. Questo meccanismo ha consentito di gonfiare artificialmente il rapporto di copertura, che è risultato comunque molto basso pari a 1,1 volte.
Il Bund in asta è stato venduto al 2,82 per cento, con un notevole - a conti fatti eccessivo - taglio rispetto al 3,43 per cento dell’ultimo collocamento risalente a Luglio. Ieri i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi hanno continuato a registrare rialzi lungo l’intera curva dei rendimenti, perché l’ottimismo dei mercati sulla risoluzione della crisi dell’euro entro due-tre settimane sta ridimensionando lo status di bene rifugio dei Bund.
I titoli di Stato tedeschi decennali, scambiati fin sotto l’1,8%, ieri hanno raggiunto quota 2,20 per cento. Ma intanto anche i rendimenti del BTp a dieci anni sono saliti, assestandosi al 3,75% e quindi solo limando lo spread, sceso a 345 punti: un livello ancora estremamente elevato, sia pur se sotto il picco massimo di 414 punti che in agosto ha costretto la Bce a scendere in campo acquistando i BTp sul secondario.