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 2011  ottobre 12 Mercoledì calendario

Le gite di Veneto Stato - Ieri mattina una singolare corriera piena di risparmiatori veneti è partita con destinazione Villach e Klagenfurt, per verificare la convenienza di aprire in Austria conti correnti bancari

Le gite di Veneto Stato - Ieri mattina una singolare corriera piena di risparmiatori veneti è partita con destinazione Villach e Klagenfurt, per verificare la convenienza di aprire in Austria conti correnti bancari. È il secondo appuntamento di un tour di gite fiscali: la prima tappa, il 26 settembre scorso, è stata la Slovenia, dove, stando a quanto raccontato da Carlo Molina sul sito linkiesta.it, una quindicina di imprenditori hanno deciso di “tradire” le banche italiane e accettare l’offerta della Gorenjska Banka. Il movimento indipendentista Veneto Stato si è fatto promotore di queste gite fuori porta non soltanto per sottolineare che in Europa esiste la libera circolazione dei capitali, ma per offrire ai cittadini veneti l’opportunità di diversificare e tutelare i risparmi in tempi di crisi economica dall’incerto destino. Un default dello Stato italiano non sarebbe peraltro particolarmente sgradito perché accelererebbe il progetto di secessione, convincendo molti veneti a compiere il grande salto verso l’indipendenza. Il movimento, fondato nel settembre del 2010, è guidato dal segretario Lodovico Pozzati, classe 1973, docente di economia all’Università di Venezia, già presidente del Partito Nasional Veneto. Veneto Stato si è presentato per la prima volta alle elezioni nelle amministrative della scorsa primavera con risultati non particolarmente brillanti, sebbene la sua notorietà sia in crescita: l’1,53% alle provinciali di Treviso e lo 0,91% alle comunali di Rovigo. Stando alle loro dichiarazioni programmatiche il traguardo dell’indipendenza dovrebbe essere raggiunto seguendo un percorso legale, con l’indizione di un referendum con monitoraggio internazionale, sul modello di quanto è avvenuto in Montenegro (2006) e della Groenlandia (2009). Le motivazioni storiche a supporto della richiesta di staccarsi dall’Italia sono quelle tradizionalmente usate dagli autonomisti veneti, con un esplicito richiamo al plebiscito truffa del 1866: «Una farsa antidemocratica e forzata sotto minaccia armata». Le ragioni economiche, invece, sono ampiamente riprese dalla propaganda leghista “classica”, con l’accusa allo Stato italiano di «rubare» ai veneti circa 20 miliardi di euro all’anno: una famiglia composta da tre persone potrebbe avere a disposizione, stando ai loro calcoli, mille euro netti in più al mese. Dagli strali di Pozzati e soci non si salva neppure il Carroccio: «Autonomia, secessione, Padania, devolution, federalismo solidale, rivolte fiscali, ministeria al Nord. È ora di svegliarsi e capire che ci hanno preso in giro per oltre 20 anni. Basta Italia, basta Lega Nord, Veneto Stato». Inoltre, sul sito ufficiale www.venetostato.com è reperibile una autocertificazione, in cui un cittadino veneto può dichiarare la sua approvazione, condivisione e sostegno personale alla «pubblica rivendicazione politica e il concreto perseguimento nei fatti - per via elettorale e/o referendaria con metodi democratici e pacifici - del diritto universale all’autodeterminazione del popolo Veneto, come consacrato dalla Carta delle Nazioni Unite (art. 1 e art. 55)». Nel pieno rispetto della tradizione leghista veneta (la Liga Veneta è considerata la “madre” di tutte le leghe), nel prossimo congresso di Veneto Stato, in programma per il 22 ottobre, è annunciato uno scontro all’arma bianca tra Pozzati e il suo antagonista Antonio Guadagnini, con un passato nella Dc e nell’Udc. Non ci sarebbe da stupirsi dunque se si verificasse una scissione del movimento scissionista. Siamo pur sempre in Italia.