Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  ottobre 08 Sabato calendario

UN’OCCASIONE (BUONA) DA NON SPRECARE

SABATO 15 sarà la "Giornata contro lo spreco", e il mio supermercato butterà via due quintali e mezzo di cibo. D’altronde, lo fa ogni giorno, come tutti gli altri supermercati. Il Libro nero dello spreco in Italia denuncia che, in un anno, gettiamo una quantità tale di alimenti ancora commestibili che potremmo sfamare 44 milioni di persone. Prendono la via del cassonetto in- tere confezioni a rete di arance non più commerciabili (nemmeno sfuse) perché all’interno un solo frutto è schiacciato; montagne di barattoli ammaccati, ma dal contenuto integro; bancali di yogurt e formaggi vicini alla scadenza; tonnellate di latte, pasta, olio, scatole di zucchero con l’etichetta strappata. Per non parlare di frutta e verdura che neppure viene colta, e rimane a marcire nei campi o in serra: 17 milioni di tonnellate di cereali e ortaggi! In tempo di crisi, possiamo permetterci di gettare via tutto questo bendidio?
C’è chi dice no. Andrea Segrè, preside della facoltà di Agraria a Bologna, ha trovato il modo di restituire valore alla merce che, senza più prezzo nè mercato, diventa "rifiuto". Cioè un costo. La formula, che non ha niente di magico, si chiama Last Minute Mar- ket: «L’economia si basa sul valore d’uso e di scambio delle merci, il nostro sistema invece sul valore di relazione: quella tra chi dona e chi riceve». Il suo laboratorio d’idee è diventato uno spin-off universitario che pianifica il recupero del surplus sotto ogni profilo: igienico - sanitario, nutrizionale, logistico, fiscale. E lo attua già in 43 città: vengono raccolti - e donati ad associazioni che assistono persone in difficoltà - cibo da industrie e supermercati, carne dai macelli, pasti cucinati da mense scolastiche e aziendali, medicinali dalle farmacie, vestiti, libri, mobili. «Sognando un futuro senza sprechi, ci diamo come obiettivo l’autodistruzione» scherza Segrè, che al Festivaletteratura di Mantova ha appena presentato il marchio Spreco Zero, pagella che promuove a pieni voti Comuni, negozi, aziende che hanno la co- scienza pulita sotto il profilo ambientale, etico ed economico. Se gli daranno il Nobel, sarà quello all’economia: applicando il "metodo Last Minute Market", il sistema Italia risparmierebbe 12 miliardi di euro all’anno. Per capire come funziona questa "macchina della solidarietà" che trasforma il surplus in risorsa, siamo andati nella sede di Lmm a Bologna, dove Elisa Rosso dirige il traf- fico del dare e dell’avere (in dono).
PRIMA TAPPA: LA MENSA AZIENDALE.
All’Hera di viale Berti, su 800 dipen- denti che abitualmente pranzano in questa mensa "3 stelle Michelin" c’è sempre qualcuno in trasferta, ma i 30- 40 pasti in eccedenza non vanno buttati. Alle 15, puntuali, bussano i volontari del "Pronto Soccorso Sociale" Opera Padre Marella (casa-albergo homeless e lavoratori in difficoltà: a Bologna un’istituzione) con i contenitori adatti a mantenere la catena del freddo e quella del caldo: le pietanze, che il personale di cucina ha chiuso in teglie cellophanate, vengono imbustate e in meno di un’ora riempiono di profumo la mensa della comunità, dove saranno preparate le porzioni per la cena.
SECONDA TAPPA: IPERMERCATO. Il direttore del Leclerc-Conad di via Larga accoglie con un sorriso le volontarie della Casa delle Donne, che a Bologna nel 2010 ha ospitato in strutture pro- tette donne maltrattate e i loro figli per 4.018 giorni. Sotto l’aspetto contabile, donare merce a dieci ong per un valore di 185 mila euro è stato un "affare": ha risparmiato Iva e tassa rifiuti su 53 mila chili di prodotti smaltiti, ma non buttati. E monitorando giorno per giorno il surplus, lo scarto nei vari reparti è diminuito di anno in anno.
TERZA TAPPA: LA FARMACIA. Tre scatoloni di siringhe, cerotti, vitamine, disinfettanti sono pronti, sotto il bancone. Oggi passerà a ritirarli il responsabile di una onlus, domani un’altra; recuperando medicinali da banco e parafarmaci nell’ultimo anno le ong bolognesi hanno risparmiato 24mila euro.
Stasera il menu della Fraternità Cristiana Opera Padre Marcila pre- vede minestrone, lasagne, frittata, insalata e dolce. Settanta ospiti arrivano in mensa alla spicciolata, 70 bocche anche oggi si possono sfamare con un "grazie". Saranno migliaia, invece, i bolognesi che parteciperanno sabato 15 al "Pranzo contro lo spreco a basso contenuto idrico", nel cortile di Palazzo D’Accursio. Per antipasto, Segrè presenterà il Libro Blu sullo Spreco dell’acqua, dal quale vi anticipiamo dati sbalorditivi. Purtroppo indigesti.