B. R., Il Sole 24 Ore 12/10/2011, 12 ottobre 2011
TRICHET: «AGIRE IN FRETTA, C’È RISCHIO SISMICO»
Il presidente della Banca centrale europea Jean-Claude Trichet ha espresso ieri gravissima preoccupazione per la stabilità finanziaria della zona euro, parlando di «rischio sistemico». Il banchiere centrale ha quindi esortato l’establishment politico ad essere «all’altezza delle circostanze».
L’allarme è giunto mentre i Governi europei stanno negoziando una urgente ricapitalizzazione degli istituti di credito.
«La crisi è sistemica e va affrontata in modo decisivo» ha avvertito Trichet in una audizione davanti al Parlamento europeo qui a Bruxelles, precisando: «L’elevata interconnessione nel sistema finanziario europeo ha provocato un forte aumento del rischio contagio. Minaccia la stabilità finanziaria nell’Unione europea e al tempo stesso ha un impatto negativo sull’economia reale».
A qualche giorno dalla fine del suo mandato, prevista il 31 ottobre, Trichet ha voluto sottolineare la gravità della situazione con parole preoccupatissime, che non hanno lasciato i deputati indifferenti. La vicenda Dexia, la banca franco-belga salvata in extremis durante il fine settimana, fa temere da più parti che vi possano essere altri casi simili. Lo sguardo corre all’austriaca Erste che ha subìto gravi perdite.
Parlando nella sua veste di presidente del Comitato europeo per il rischio sistemico (noto con l’acronimo inglese Esrb), Trichet ha sottolineato ieri che lo spettro della crisi si è allargato, fino a toccare «i Paesi della zona euro più grandi». Il banchiere centrale ha quindi chiesto ai Governi di agire in modo «rapido e deciso», sottolineando allarmato che «ulteriori ritardi stanno contribuendo ad aggravare la situazione».
Il momento, segnato da un corto circuito tra crisi debitoria e problemi bancari, è delicatissimo e lo dimostra il fatto che da una settimana i prestiti d’emergenza della Bce al sistema bancario, a un tasso d’interesse penalizzante, sono pari a circa tre miliardi di euro al giorno. Nel contempo è aumentato anche il denaro parcheggiato overnight presso la Bce: lunedì sera il totale era pari a 269 miliardi di euro.
Evidentemente ci sono banche in Europa che non riescono a prendere a prestito sul mercato e che sono costrette a chiedere l’aiuto dell’istituto monetario; e ve ne sono altre che preferiscono prestare il denaro alla Bce piuttosto che alle loro controparti private.
Molti osservatori temono un congelamento dei flussi creditizi sul mercato monetario con un impatto dirompente anche sull’economia reale.
Ieri a Bruxelles Trichet ha anche messo l’accento su un nuovo fronte della crisi finanziaria, vale a dire sui prestiti in valuta alle famiglie, un’abitudine che è sempre più frequente in alcuni paesi dell’Unione, in particolare in Ungheria e in Polonia. Il banchiere centrale ha definito la tendenza «un fenomeno che comporta rischi significativi per il sistema finanziario». L’Esrb ha chiesto alle autorità nazionali di introdurre eventuali correttivi.