Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2011  ottobre 12 Mercoledì calendario

La rivincita del latte crudo Gli italiani stanno riscoprendo il piacere del latte alla spina, non pastorizzato e comprato dal distributore

La rivincita del latte crudo Gli italiani stanno riscoprendo il piacere del latte alla spina, non pastorizzato e comprato dal distributore. Ma berlo con tranquillità implica alcuni accorgimenti 11 ottobre 2011 di Alberto Forni La pratica della pastorizzazione del latte ha preso piede a partire dai primi anni del Novecento e in Italia è stata ufficializzata con decreto a partire dal 1929. Ovviamente, oltre a eliminare eventuali batteri, il processo incide in qualche misura sulle caratteristiche del prodotto. Sarà per questo che negli ultimi anni si è registrato un sensibile ritorno al latte naturale, il cosiddetto “latte crudo”, che oggi viene distribuito tramite punti vendita automatici sparsi in tutta la penisola ( qui la mappa online dei distributori). Questa piccola rivoluzione, partita dai comuni rurali, si sta espandendo anche verso le grandi città, soprattutto del Nord. Il processo è molto semplice. Il latte munto alla stalla viene filtrato e refrigerato, cioè portato a una temperatura tra 0 e 4 gradi, e poi distribuito tramite dispenser. Basta quindi munirsi di bottiglia di vetro, inserire una moneta e riempire la bottiglia. Il costo, mediamente, è di un euro al litro ma se ne può acquistare anche una quantità minore. La cosa importante è non interrompere la catena del freddo, quindi se il tragitto verso casa è particolarmente lungo il consiglio è quello di dotarsi di borsa termica. Inoltre il latte deve essere consumato nel giro di due giorni. La moltiplicazione dei distributori di latte crudo, con la loro filosofia “dal produttore al consumatore”, non è vista di buon occhio dall’industria del latte. In realtà le leggi che regolano i controlli igienici riguardo al latte crudo sono molto severe, visto che le mandrie vengono controllate due volte al mese. Naturale, green ed economico. QUANTI DISTRIBUTORI DI LATTE CRUDO CI SONO IN ITALIA? Valle d’Aosta 1 (1 ogni 3263 kmq) Piemonte 177 (1 ogni 145 kmq) Lombardia 480 (1 ogni 49 kmq) Liguria 28 (1 ogni 193 kmq) Veneto 259 (1 ogni 71 kmq) Trentino Alto Adige 34 (1 ogni 400 kmq) Friuli Venezia Giulia 29 (1 ogni 270 kmq) Emilia Romagna 211 (1 ogni 106 kmq) Toscana 41 (1 ogni 560 kmq) Marche 53 (1 ogni 176 kmq) Umbria 3 (1 ogni 2818 kmq) Lazio 56 (1 ogni 307 kmq) Abruzzo 20 (1 ogni 539 kmq) Molise 4 (1 ogni 1109 kmq) Campania 7 (1 ogni 1941 kmq) Basilicata 4 (1 ogni 2498 kmq) Puglia 16 (1 ogni 1210 kmq) Calabria 6 (1 ogni 2513 kmq) Sicilia 15 (1 ogni 1713 kmq) Sardegna 7 (1 ogni 3441 kmq)