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 2011  ottobre 12 Mercoledì calendario

Reoose: ecco il baratto 2.0 e made in Italy Un sito di e-commerce per vendere gli oggetti che non si riescono a piazzare su eBay, ma il prezzo dipende da quanto sono inquinanti

Reoose: ecco il baratto 2.0 e made in Italy Un sito di e-commerce per vendere gli oggetti che non si riescono a piazzare su eBay, ma il prezzo dipende da quanto sono inquinanti. Con i crediti ottenuti da una vendita si possono comprare altri oggetti o fare beneficienza 10 ottobre 2011 di Silvio Gulizia Con Reoose Luca Leoni, direttore creativo dell’agenzia di comunicazione Show Reel e Irina Torgovitzkaja, product manager per diversi brand, hanno reinventato il concetto di baratto, introducendo asincronia fra lo scambio dei prodotti e sostituendo il denaro con crediti. Ogni oggetto ha un credito determinato non dalla marca, ma dallo stato (nuovo o usato) e del potenziale valore inquinante. “ Il valore lo decide Reoose - spiegano i due, uniti nella vita come nel lavoro - non l’utente. Sul nostro sito si scambiano oggetti che finora sono rimasti a marcire in cantina e che il proprietario ha spogliato del proprio valore, destinandoli alla discarica anche se magari ancora nuovi”. Per ogni oggetto venduto si guadagnano crediti da scambiare con altri prodotti all’interno del network oppure da usare per fare beneficenza, destinandoli ad associazioni onlus come Manitese, Caf, Hoc Onlus, Rosa di Gerico. Le quali a loro volta possono usarli per fare acquisti sul network . Ogni credito vale 25 centesimi di euro: se te ne mancano per acquistare un oggetto li puoi sempre comprare. A un mese dal lancio, senza alcun tipo di pubblicità, Reoose ha già circa 2mila iscritti, 600 annunci pubblicati e qualche decina di scambi già realizzati. L’obiettivo per fine anno è “ un milione di chili di oggetti scambiati” spiegano Luca e Irina. Come vi è venuta l’idea? "Da un materasso ancora nuovo avevamo da tempo in cantina e non sapevano a chi regalare ed è poi finito in discarica, fra il miliardo e mezzo di euro che gli italiani spendono in acquisti inutili. Il nostro obiettivo è aumentare la consapevolezza di un consumo sostenibile, aiutare la gente ad acquistare solo gli oggetti di cui ha realmente necessità". Perché usare Reoose? Alle fine è come eBay senza soldi... "Reoose è destinato a quegli oggetti che la gente non riesce a vendere su eBay, Subito o Secondamano. Per evitare di lasciarli marcire in cantina. Abbiamo studiato un sistema di promozione tramite cui, se sei bravo, alla fine riesci ad acquistare oggetti gratis. A differenza degli altri portali di annunci o baratto, noi partiamo dal presupposto che tutti quanti abbiamo oggetti ai quali abbiamo tolto un valore. Reoose ridà valore a questi oggetti". Come determinate il prezzo degli oggetti in vendita? "In maniera arbitraria, ma considerando quanto può costare usato, dividendo per due e utilizzando un parametro che fa scendere valore a seconda di quanto è grande o inquinante. In fondo, tu quell’oggetto lo stavi per buttare". Quali sono gli oggetti più scambiati su Reeose? "La categoria con il maggior numero di inserzioni è ‘Bambini’ dimostrando così l’attenzione dei genitori di nuova generazione, attenti all’ambiente, al risparmio e alle dinamiche della rete che offre strumenti come Reoose". Qual è il mercato di riferimento? "I nostri competitor sono i portali di baratto e scambio, ma il nostro fine è consentire di fare shopping senza soldi. Vogliamo creare nuova nicchia di mercato, porci in mezzo fra baratto e annunci gratuiti". E il vostro modello di business? "Acquisti di crediti e pubblicità, almeno fino a quando non faremo numeri interessanti. Per la fase successiva stiamo già lavorando a un’implementazione che arriverà a febbraio. Stiamo già lavorando alla versione inglese perché abbiamo ricevuto segnali di interesse da Inghilterra e Usa, ma anche Germania e Russia. In molti casi si tratta di italiani emigrati".